Da ConfAPRI proposte concrete, non chiacchiere

ConfAPRI non fa chiacchiere, ma proposte di legge concrete, inducendo il Governo e le associazioni a adottarle.

Alcune semplici leggi permetterebbero un’immediata crescita economica, grazie ai 200 miliardi di liquidità che entreranno nel sistema paese in 2-3 anni e senza alterare i conti pubblici, inaugurando così “Il Rinascimento Italiano”. La crescita si rafforzerà nel 2014-15 riducendo drasticamente la disoccupazione, la cassa integrazione, la mobilità e il numero di esodati; farà ripartire alla grande la produzione e l’export, i conti ritorneranno in ordine, crescerà il PIL e quindi si abbasserà l’indice deficit/PIL;  ripartiranno i consumi e il benessere per i cittadini e la nostra moneta diventerà in pochi anni più forte di quella Svizzera!

Lo garantiamo noi di ConfAPRI grazie all’esperienza sul campo, al lavoro, all’analisi e alle proposte della rete di esperti in Attività Produttive Italiane che collaborano al TTG – Think Tank Group ConfAPRI attraverso il forum, che ha altresì definito, insieme ad economisti nazionali ed internazionali, altre misure confluite nella “Carta di CastelBrando” quale Piano Marshall per rivitalizzare l’economia italiana vedi >>>

1 – Sblocco immediato dei circa 100 miliardi di euro dovuti dallo Stato e dagli Enti alle imprese, anche attraverso l’anticipo e lo sconto in pro-soluto presso la Cassa Depositi e Prestiti o presso le banche (gli interessi saranno a carico dell’Ente debitore e non a carico dell’impresa). La misura include anche che i pagamenti, fra Stato, Enti e privati, non dovranno mai superare i 60 giorni, con l’automatico riconoscimento, in caso di ritardo, di interessi dell’8% più tasso BCE o di altri costi documentati causati dal ritardo.

P.S.: il costo per lo stato sarebbe veramente minimo, poiché trasferirebbe il debito dovuto verso le imprese ad un debito verso la CDP, ed al limite si potrebbe ri-finanziare il fondo di garanzia esistente che impegnerebbe (ripetiamo impegnerebbe e non costerebbe) al massimo 8 miliardi necessari alle garanzie per far liquidare subito tutti i 100 mld dovuti alle imprese (vedi http://www.fondidigaranzia.it/fondo_di_garanzia.html). La fissazione per legge dei pagamenti fra imprese private, anche cadenzata nella sua applicazione (3-6-12 mesi) produrrebbe un respiro e un’iniezione di liquidità (e quindi sostenibilità) alle PMI, che ripetiamo oggi stanno morendo ad un ritmo crescente di 50 al giorno! (e per ogni impresa che muore si incrementano famiglie e schiere di disoccupati disperati).

PAGAMENTI DELLO STATO ALLE IMPRESE, IVA E IRAP: O SI AIUTANO LE PMI O SI MUORE – proposte di legge presentate dal M5S in Parlamento con la collaborazione di ConfAPRI vedi

2 – Abolizione dell’IRAP. Un’assurda tassa sull’occupazione. Più un’impresa assume, più si indebita per crescere, più è tassata. L’IRAP va ridotta gradualmente a partire dal 2013, per essere annullata entro il 2014. Con l’IRAP le imprese più ricche e senza occupati pagano il 32% circa di tasse, mentre le imprese più povere e indebitate, con numerosi lavoratori, pagano fino all’80% di tasse. L’IRAP come riportato in uno studio dell’Istituto Bruno Leoni può essere coperta rapportando i nostri costi della politica a quelli delle Nazioni europee.

ELIMINARE L’IRAP, SALVARE LE PMI – azione del M5S per le imprese vedi

3 – Pagamento dell’IVA solo a incasso avvenuto, senza limitazione di fatturato, elevando questa procedura dagli attuali 2 milioni di fatturato annuo dell’impresa ai 10-20-50 e gradualmente senza limiti. L’IVA va pagata allo Stato quando incassata (questo oltre a sospendere l’incremento dell’IVA prevista dal 1° luglio). Il pagamento dell’IVA quando incassata non produrrà differenze di gettito sostanziali, ma uno spostamento del gettito.

4 – Social Housing  – Un milione di abitazioni vincolate dalle banche vengano date al prezzo di mercato (scontate, poiché oggi incagliate) alle famiglie richiedenti attraverso un contratto di mutuo (affitto con riscatto di 20-30 o più anni in relazione al reddito, garantito dallo stato e prolungabile in caso di malattia o mancato reddito). Così saranno liberati circa 100 miliardi di disponibilità di credito che le banche potranno concedere alle imprese, per investimenti in Ricerca e Sviluppo Sostenibile, in nuove e giovani imprese, rilanciando la riqualificazione urbanistica ed il risparmio energetico (riducendo contestualmente le importazioni di gas e petrolio).

5 – IMU: abolizione dell’IMU sulla prima casa quando non di lusso e ri-modulazione dell’IMU che non pesi oltre il 5% del reddito lordo su tutte le attività produttive (altrimenti l’IMU attuale le porterà al fallimento).

6 – Tutela del Made in Italy & Taste of Italy: marchi utilizzabili solo da chi produce almeno il 90% in Italia, che avrà un’IVA ridotta, con IVA invece maggiorata o dazi sulle importazioni di beni o servizi che danneggiano i produttori e lavoratori italiani. Ri-Made in Italy & Taste of Italy: rilancio e sostegno, con specifiche leggi e provvedimenti, del Made in Italy e delle preziosità del wine&food, dell’agricoltura, della cultura e del turismo italiano nel mondo che vanno promossi con il marchio “Italy” per tematismi e veicolato globalmente nelle reti web dell’ICE, ENIT ed altri Enti in maniera concertata e non dispersiva come avviene ora che 13.000 enti spendono in maniera demenziale e dispersiva centinaia di milioni/anno di soldi nostri.

7 – Riduzione delle tasse per le imprese e per i lavoratori, riportandole alla media dei paesi OCSE più virtuosi; esenzione per alcuni anni per le nuove imprese, le start-up tecnologiche e loro investitori, per i giovani e per i disoccupati.

8 – Ammodernamento della giustizia italiana, oggi classificata fra le più arretrate al mondo (una giustizia celere e di qualità è la premessa per un corretto svolgersi delle attività economiche).

9 –  Ristrutturazioni edilizie, e riqualificazioni urbanistiche, volte al risparmio energetico favorendo con specifiche leggi le energie rinnovabili e la cogenerazione.

10 – Tutta una serie di altre misure di Buon Governo; si vedano >>>  i pilastri del Buon Governo.

La pressione mediatica inarrestabile ha prodotto i primi risultati, ma noi APRI (Attività Produttive Italiane) non desistiamo. Continueremo fino alla demolizione totale della casta, delle mafie, della corruzione perché il nostro Bel Paese ridiventi virtuoso, perché la moralità e l’integrità ritornino la base dei nostri governanti e non l’eccezione, e l’impresa, che crea il lavoro, i prodotti e il PIL, ritorni centrale e prioritaria nella legislazione italiana, riducendo drasticamente la tassazione e la burocrazia che ne impediscono la sua esistenza e realizzazione, come prescritto dall’articolo 1 della nostra Costituzione.

Da maggio 2012 abbiamo prodotto la prima Carta Italia, condensata poi nei Pilastri del Buon Governo che abbiamo sottoposto a tutti i gruppi e movimenti politici che si apprestavano a concorrere per il governo del Paese. Ne sono seguiti dei contatti e delle telefonate che hanno prodotto solo parziali adozioni del nostro programma, a differenza del M5S (Movimento 5 Stelle) che già prevedeva simili punti, e che ha condiviso i nostri 12 punti per il Buon Governo approfondendoli in vari incontri.

ConfAPRI può ben dire che ha vinto le elezioni poiché i partiti che hanno integrato i loro programmi con le nostre richieste hanno ottenuto percentuali di voto elevate (in primis il M5S, ma pure il PDL ). Matteo Renzi che incorporava molti dei nostri punti, purtroppo è stato messo da parte dal PD e i risultati, inferiori alle attese, del PD e di altri partiti hanno dimostrato l’errore dei vecchi partiti e segretari che non hanno voluto recepire le richieste del mondo delle imprese e dei lavoratori.

Cronistoria

Il 12 marzo 2013 ConfAPRI lanciava una provocazione: se non arrivano velocemente leggi e misure per l’economia, come richieste nei Pilastri del Buon Governo, “scioperiamo insieme” imprenditori con i nostri lavoratori. Trenta giorni dopo Confindustria con la Cisl e altri sindacati ri-lanciavano l’iniziativa.

L’8 luglio 2013 abbiamo fatto il nostro primo FORUM annuale: erano presenti oltre 15 parlamentari di tutti i partiti e movimenti, 40 degli 80 rappresentanti di associazioni e 400 imprenditori a rappresentanza di oltre 1 milione di imprese e 5 milioni di lavoratori. E’ stato definito insieme un “Piano Marshall” per l’economia italiana denominato la “Carta di CastelBrando” concordata anche con economisti nazionali ed internazionali, un documento che dà suggerimenti ai nostri governanti da applicare con estrema urgenza se non vogliamo vedere la nostra Italia uscire dal contesto europeo ed internazionale.

ConfAPRI continua con tutta una serie di altre proposte: oltre 100 trasmissioni nazionali negli ultimi otto mesi, articoli su stampa, media, web & social visti più volte da oltre 60 milioni di persone hanno fatto diventare ConfAPRI la rete indipendente e diretta delle imprese e lavoratori verso i nostri governanti e legislatori.

Vecchi partiti, vecchie associazioni, potentati e poltronifici romani, sono costretti ad inseguire le nostre proposte per non perdere associati, voti e soprattutto appeal. Noi non siamo gelosi, nè permalosi se sempre più spesso questi copiano i nostri programmi, le nostre idee, le nostre proposte di legge o iniziative: era ciò che volevamo, è ciò che vogliamo. Noi siamo soddisfatti, stiamo raggiungendo i nostri obbiettivi quando le azioni di ConfAPRI vengono fatte proprie da tutta una serie di altre associazioni, sindacati e soprattutto da altri partiti e movimenti.

Il nostro principale scopo e obbiettivo “superpartes” è veder risorgere l’economia, le imprese, il lavoro e il benessere di tutti i cittadini. Tutto il resto di chiacchiere o polemiche ci importa ben poco.

 (Aggiornato al 28 ottobre 2013)

Auguri al neo-ministro Flavio Zanonato e un contributo da ConfAPRI

flavio_zanonato_ministro_ansa-300x300Quattro semplici leggi permetterebbero un’immediata crescita economica, grazie ai 200 miliardi di liquidità che entreranno nel sistema paese in 2-3 anni e senza alterare i conti pubblici, inaugurando così “Il Rinascimento Italiano”. La crescita si rafforzerà nel 2014-15 riducendo drasticamente la disoccupazione, la cassa integrazione, la mobilità e il numero di esodati; farà ripartire alla grande la produzione e l’export, i conti ritorneranno in ordine, crescerà il PIL e quindi si abbasserà l’indice deficit/PIL;  ripartiranno i consumi e il benessere per i cittadini e la … Continua lettura →

Speranza o tragedia imminente?

Letta-enricoAuguriamo al nuovo Presidente del Consiglio Enrico Letta un buon lavoro e ci auguriamo che sappia, come presidente del Governo italiano e come prescrive la nostra Costituzione, ripristinare il valore del lavoro e dell’intraprendere.

Prima che il Paese finisca nel sangue e la violenza diventi incontrollata, suggeriamo al Governo di riflettere sui milioni di disoccupati e di cittadini che non ce la fanno più a sopravvivere, e far così sentire il Palazzo più vicino ai problemi della gente.

Si sono accese troppe micce. I governanti … Continua lettura →

Lettera aperta al Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, e al Presidente del Consiglio Enrico Letta

21 marzo 2013 – primavera 2013 (aggiornata al 28 aprile 2013)

Gentilissimi Presidenti,

ConfAPRI, la Confederazione delle Attività Produttive Italiane che rappresenta oltre 70.000 imprese e lavoratori, Vi rivolge un accorato appello. Vi chiede che nei programmi e nelle leggi del nuovo Governo si realizzino quelle riforme indispensabili per dare un futuro migliore ai milioni di giovani disoccupati, cassaintegrati, esodati e persone senza un lavoro.

A questo scopo, e con senso di responsabilità, abbiamo elaborato alcune proposte che, a nostro parere, possono contribuire a sollevare dalla miseria gli 8 milioni di italiani che, oramai, vivono alla soglia della povertà. Le abbiamo pubblicate nel nostro sito www.confapri.it: proponiamo, ad esempio, una legge per porre fine alla corruzione e alla concussione in Italia, con risvolti importanti per la comunità. Continua la lettura ->

 

ConfAPRI: «Nessun stipendio 12 volte superiore al minimo»

“Nessuno percepisca uno stipendio 12 volte superiore a quello minimo”, questo il principio alla base di una serie di riforme che il presidente di ConfAPRI, Massimo Colomban, ha esposto nell’ultima puntata di “Roma InConTra – Ara Pacis”, il programma televisivo di Enrico Cisnetto.

“Dimezzare il costo della presidenza della Repubblica, il numero dei parlamentari e dei costi della politica – ha spiegato Colomban – attuando la stessa operazione per Regioni, Province, Comuni, enti e società controllate. Il metodo Olivetti, in corso di adozione anche nella costituzione svizzera per cui nessuno può percepire uno stipendio più alto di 12 volte di quello minimo è uno metodo che fa sentire uniti, fa sentire squadra”.

 

Fermiamoci un giorno, insieme – A3News – 12 marzo 2013

“Fermiamoci un giorno, insieme, imprenditori, partite iva e tutti i lavoratori del privato e del pubblico”: è la proposta-appello lanciata da Massimo Colomban, presidente di ConfAPRI, ai microfoni di Antenna Tre Nord Est nel servizio andato in onda all’interno di A3News martedì 12 marzo 2013.

La burocrazia e la tassazione stanno cancellando diverse imprese: non si può più attendere. Continua la lettura ->

 

Class action di ConfAPRI

La confederazione delle Attività Produttive Italiane, che rappresenta tutte le partite IVA e tutti i lavoratori sia del privato che del pubblico, sta valutando un’ azione collettiva, una “Class Action” di incostituzionalità verso quelle leggi che con la loro gravosità indeboliscono o fanno fallire le imprese creando disoccupazione e miseria fra noi cittadini italiani, contravvenendo quindi all’art.1 della nostra costituzione che difende il lavoro e le imprese che lo creano. Continua la lettura ->

 

Il piccolo e medio imprenditore uomo dell’anno

Un po’ martire, un po’ eroe, testardo, cocciuto, indipendente, orgoglioso. Qualche volta suicida. Talvolta in fuga oltreconfine, in Svizzera o in Carinzia, per salvare la sua azienda e i suoi dipendenti. In mezzo a operai e impiegati, come uno di loro.

Il piccolo e medio imprenditore italiano è l’uomo dell’anno. Un San Sebastiano moderno trafitto dalle tasse più alte dell’Occidente, da Equitalia, da adempimenti burocratici kafkiani. In credito verso lo Stato che però pretende l’anticipo sui presunti profitti. Tassato anche in perdita con l’Irap. Continua la lettura ->

 

Obiettivi di “Meritocrazia”, di Arturo Artom

Il Merito è il propulsore di una società che vince le sfide del suo tempo.
Il Forum della Meritocrazia parte da qui, dall’obiettivo di affermare il Merito in ogni espressione della società italiana perché questa sia capace di rinascere e di esprimere i suoi milioni di Talenti in modo di rinnovare il proprio ruolo positivo nella comunità mondiale.

Merito come affermazione delle pari opportunità, contro ogni discriminazione.
Merito nella rappresentatività, sia essa politica che dei corpi intermedi (categorie, professioni, sindacati). Continua la lettura ->

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19 reazioni a Da ConfAPRI proposte concrete, non chiacchiere

  1. Mei ha scritto:

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  2. Simonetta Velli ha scritto:

    Di sprechi ce ne sono così tanti che ne abbiamo perso il conto. VERGOGNATEVI! Ho letto che anche il presidente della repubblica si è aumentato lo stipendio… eh già, perchè prima guadagnava poco, poverino.

  3. Franco 74 ha scritto:

    Io ho come l’impressione che ci sia dietro una macchinazione più grande. I governi cadono, guarda caso, proprio quando le commissioni dopo circa un anno e mezzo iniziano a lavorare su emendamenti validi… cade il governo, le proposte di ogni commissione decadono e si ricomincia tutto da capo. Coincidenze? quando iniziano ad essere regola non sono più semplici coincidenze. Allora servono innanzitutto le riforme… basta con queste commissioni inutili e dispensiose… tanto non fanno niente comunque…

  4. Donatello Pergoli ha scritto:

    Per rispondere a Francesco la casta si bypassa con una nuova legge elettorale che permetta di dare voto e fiducia alle singole persone e non ai partiti. Le ideologie sono morte, i partiti fanno solo i loro sporchi interessi e votare, a queste condizioni, non ha senso. Credo che i partiti, in realtà, non abbiano più motivo di esistere. Sono solo coalizioni variopinte tenute insieme dalla smania di potere e dalle logiche personali.

  5. Francesco S. ha scritto:

    Ci vogliono le riforme costituzionali, è vero. Ma se aspettiamo questa casta politica temo che nulla si smuoverà. Si può tornare al papa re? Scherzi a parte ottima analisi quella di francesco ma poi come si fa a scavallare questa casta che non fa niente di niente?

  6. francescocarlobianca ha scritto:

    Senato, Regioni, Province, piccoli Comuni: sovrastrutture da eliminare.
    E’ l’aspirazione della Comunità Nazionale, unica titolare della sovranità: abolire il Senato, le Regioni, Le Province e fondere o accorpare i piccoli Comuni al di sotto dei ventimila abitanti; ridurre il numero dei membri delle Assemblee, politiche ed amministrative, da ristrutturare in composizione mista di membri “elettivi”, scelti dai Comizi elettorali e membri “rappresentativi”, estranei alla militanza politica; questi ultimi qualificati sul piano morale, designati dalle Realtà produttive e professionali, con il precipuo compito di partecipare, fin dal momento della ideazione ed elaborazione, all’attività normativa ed amministrativa delle Assemblee affinché questa corrisponda alle esigenze ed agli interessi della Collettività.
    E’ questo un imperativo categorico di ordine morale che obbliga tutte le forze sane del Paese ad un impegno per un serio tentativo di porre ordine negli Organi centrali e periferici dello Stato e degli Enti locali, oggi gravati da sovrastrutture parassitarie, principale causa dell’espandersi del degrado che ormai pervade ogni aspetto della Società civile.
    LA REGIONE. E’ bene ricordare che nel lontano 1970 qualche illuminata coscienza (rara, in verità) aveva messo in guardia sull’impatto negativo che avrebbero sofferto i bilanci degli Enti pubblici a causa della istituzione delle Regioni a Statuto ordinario (come risulta dai resoconti parlamentari e dalla stampa dell’epoca); ma si è trattato di una vox conclamat in deserto, zittita e soverchiata dall’arroganza, l’ignoranza e la mala fede delle bande partitiche, bramose di creare centri nuovi di potere da cui ricavare vantaggi e privilegi.
    LE PROVINCE. A tale degrado va ad aggiungersi quello delle Province, la cui soppressione, prevista fin dal 1970, proprio in concomitanza con la istituzione delle Regioni a Statuto ordinario, si è rivelata una cinica bugia: infatti, nel corso degli anni alle 90 di storica memoria altre sono (felicemente!) nate fino a raggiungere il numero di 110; alle quali stavano per aggiungersene quattro in Sardegna, una al nord, Monza, e due al Sud, Fermo Barletta, mentre altre ventinove venivano reclamate dai Partiti politici.
    I COMUNI. E che dire dei Comuni! In Italia sono 8103 ma solo 636 hanno una popolazione superiore ai 15.000 e di questi appena 12 raggiungono il numero di 250.000; 7467 si trovano al di sotto dei 15.000 abitanti e fra questi ben 2000 non raggiungono i 1000 abitanti. Una curiosità: il Comune di Bergolo (Cuneo) ha 80 abitanti, quello di Moncenisio (Torino) 48 e 39 elettori!
    Purtroppo, si è costretti a prendere atto che le nostre Istituzioni risultano affollate da coscienze veramente miserabili, al limite dell’accattonaggio, tanto da addebitare persino il costo di uno spazzolino da denti ai pubblici bilanci.
    Urge, quindi, una rifondazione dello Stato, da riformare ad imis fundamentis; ultima chiamata per evitarne il fallimento.
    Sull’argomento, chi volesse avere una rappresentazione completa del problema potrà scaricare, a titolo del tutto gratuito, una Ipotesi di uova Costituzione dal sito “ww.nuovacostituzione.it” oppure cliccando sul mio nome.

  7. Valentino Rossi ha scritto:

    Se solo si riuscisse a mettere in pratica il 30% delle vostre proposte allora potrei credere in una ripresa del nostro Paese. Altro che stop alla recessione, la politica non è mai stata così lontana dai problemi reali come in questi ultimi due anni

  8. francesco carlo BIANCA ha scritto:

    La funzione giurisdizionale non è un potere.
    Se si analizza, senza pregiudizi ideologici o partitici, la natura dell’attività giurisdizionale” risalta evidente la sua diversità rispetto a quella legislativa ed esecutiva.
    Infatti, tali attività sono esercitate da cittadini “eletti” dal Corpo elettorale, cioè dalla Comunità Nazionale, la quale manifesta principalmente la sua Sovranità proprio in occasione delle tornate elettorali; i magistrati, invece, sono cittadini reclutati mediante un concorso pubblico, costituito da un procedimento amministrativo al quale la volontà popolare rimane del tutto estranea.
    Si aggiunga, inoltre, che mentre gli “eletti” rispondono del loro operato direttamente alla Comunità Nazionale, i magistrati, invece, nell’esercizio delle loro funzioni sono del tutto irresponsabili, nel senso che non rispondono al Popolo Sovrano, anche se rimangono soggetti al giudizio del Consiglio superiore della Magistratura espresso, però, da una schiacciante maggioranza di membri togati.
    Questa situazione concretizza un “vulnus” al principio di responsabilità al quale, in regime di democrazia popolare tutti devono essere sottoposti.
    I motivi, qui appena accennati, sono esposti in una Ipotesi di Nuova Costituzione, 2005-2013, sesta edizione, scaricabile, a titolo del tutto gratuito, dal sito “www.nuovacostituzione.it”
    In tale progetto è posta in evidenza la improrogabile necessità di una completa rivisitazione della normativa che regoli la giurisdizione in modo da riconfermare la indipendenza dei suoi operatori ma che contenga, nello stesso tempo, chiare norme in ordine alla loro responsabilità, diretta e personale, la netta separazione dei ruoli e delle carriere dei membri giudicanti rispetto ai membri requirenti, la unificazione della giurisdizione, oggi divisa in ordinaria, amministrativa, tributaria e contabile, così da riaffermare il principio, da anni misconosciuto, dell’unum ius una iurisdictio e con la introduzione, in tutti i gradi della giurisdizione, di membri provenienti dall’esercizio delle libere professioni di avvocato e di dottore commercialista, onde evitare, per quanto possibile, la creazione di una Casta autoreferenziale.
    Francesco Carlo BIANCA

  9. Artemio Franceschi ha scritto:

    ora la sfida sarà far parlare con la stessa lingua e possibilmente nella stessa rete le vecchie associazioni, poltronifici come li chiamate voi, che ci costano troppo e fanno bla bla da decenni lasciando, o peggio affiancando, la vecchia politica, la burocrazia, i politicanti colluisi: LA PEGGIOR RISMA DELLA NAZIONE

  10. francesco carlo BIANCA ha scritto:

    POLITICA QUANTO CI COSTI!
    Conclamato e certificato!
    Malgrado il debito pubblico sia schizzato a ben due miliardi e 74 milioni di euri, quasi il 131,70% del P.L.I., i politicanti hanno avuto l’impudenza di respingere la proposta, avanzata dal Movimento 5 Stelle, di sospendere il pagamento della rata di luglio dei rimborsi elettorali, pari a 91 milioni e 354 euri, in considerazione della gravissima situazione economica in cui versa l Paese.
    Da notare che, malgrado il referendum abrogativo del 1993 avesse spazzato via il finanziamento pubblico, i Partiti, assimilati dalla Magistratura a semplici associazioni di fatto, in concreto a squadrette calcistiche di borgata, con sovrana protervia e sotto una camuffata definizione (furtim, come ladri) si sono autoassegnati altre e ben più corpose prebende, per non parlare dei privilegi; lucrando, inoltre, la differenza tra le spese virtuali che si autonomamente riconosciute per l’importo di in due miliardi e 253 milioni e quelle realmente sostenute per l’ammontare di 579.004.383,83 euri, in occasione dell’ultima tornata elettorale.
    Da recenti cronache risulta, poi, che la consistenza numerica di tali personaggi che affollano il Parlamento, il Governo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Aziende pubbliche, i Collegi dei revisori e quelli sindacali, ammonta ad un milione e mezzo; però, considerando che questa gente tiene al proprio servizio un gruppetto di sodali, tale consistenza numerica, patroni e clientes, può essere calcolata, per difetto, a tre milioni di persone che di foraggiano coni tributi dei contribuenti.
    In concreto, si tratta di un esercito parassitario che in nome di una falsa democrazia impone alla Comunità Nazionale balzelli esorbitanti da qualsiasi razionale giustificazione, con sottrazione di ingenti risorse economiche e finanziarie, tali da debilitare fortemente il mondo della produttività reale.
    Dunque, nel caso in esame non vi è dubbio che ci troviamo di fronte ad un damnum iniuria datum che reclama la restituzione di quanto illecitamente intascato, oltre alla corresponsione degli interessi, al risarcimento del danno subìto dalle pubbliche finanze ed alla quantificazione del danno morale per il pregiudizio arrecato alla Comunità Nazionale nei confronti di quella Internazionale.
    Per porre rimedio al perpetuarsi di tale anomala (a dir poco!), si rende necessario che nell’esercizio delle pubbliche funzioni elettive, delegato dal Popolo quale esclusivo detentore e fonte della Sovranità, partecipino, in modo permanente e diretto, cittadini qualificati, moralmente e professionalmente, estranei alla militanza politica, allo scopo di impedire l’abuso o l’eccesso di delega da parte dei membri di tali Organi, finalizzati all’arricchimento personale, dei loro sodali o dei Partiti di appartenenza.
    La Costituzione del 1948 è ormai superata.
    Una sua Ipotesi innovati è contenuta nel sito “www.nuovacostituzione.it” che è possibile scaricare a titolo del tutto gratuito.
    Francesco Carlo BIANCA

  11. GiovaneTalento84M ha scritto:

    BRAVI ma dovete ricordarvi di piu di noi giovani che non troviamo opportunità poichè i VECCHI pensano solo alle loro tasche e benefici (garanzie) e noi siamo costretti, per emergere, ad emigrare come è stato costretto Colomban

  12. francesco carlo BIANCA ha scritto:

    Lo Stato, strumento operativo della Comunità Nazionale, ma ormai da tempo occupato dai politicanti e dalle loro milizie, oggi incassa circa dieci miliardi di euri (pari a poco meno di ventimila miliardi di lire) per la prima rata dell’IMU, anno 2013, che i contribuenti sono stati obbligati a pagare subito.
    Invece, per i politicanti ed i loro Partiti ( mere società di fatto equiparabili alle squadre di calcio borgatare) i tempi di adempimento per la riduzione delle prebende sono stati “spalmati” in un lasso di tempo sufficiente per arrivare… alla prossima crisi di governo che ne annulli i concreti effetti.
    Dato il pervicace comportamento di una categoria di politicanti, interessati solo alla propria sopravvivenza, non resta che attendere il giorno in cui, per referendum popolare, sarà possibile varare una legge contro i profitti di regime da costoro illecitamente intascati.
    Ed in attesa di quel giorno non resta che mandarli ad malora!!!
    Francesco Carlo BIANCA

  13. francesco carlo BIANCA ha scritto:

    Unioni
    legali, di fatto, omosessuali

    L’articolo 5 della “www.nuovacostituzione.it, 2005-2013”, sesta edizione, definisce la Famiglia: “Nucleo associativo naturale che si forma con l’unione di un uomo e di una donna, fondata sull’affetto coniugale, nella differente coordinazione dell’impegno teso al fine di una equilibrata convivenza, riconosciuta dallo Stato mediante il vincolo del matrimonio con cui viene sancita l’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi”.
    L’ordine naturale, quindi, è il generatore del rapporto diretto della complementarietà tra i due sessi; complementarietà biologica e morale, completiva al punto che, in termini volgarmente economici, l’assenza dell’uno non permetterebbe all’altro di potersi esprimere con tutte le proprie potenzialità.
    Si osserva che l’unione vera, non occasionale, permette d delineare le diverse attività e funzioni svolte da ciascun coniuge nell’ambito familiare; così come in una qualsiasi altra Organizzazione associativa è presupposta proprio la coordinazione di funzioni differenti e non, invece, identiche, che, in quanto tali, porterebbero inevitabilmente alla soppressione delle attitudini peculiari di ciascuna individualità e cancellerebbero, in definitiva, l’alterità che risulta implicita nel concetto di coppia.
    Perciò, nel caso in esame, l’uguaglianza non può essere intesa come identità di funzioni ma, al contrario, come diversità di funzioni convogliate però ad un fine comune.
    E se il fallito raggiungimento del fine comune porta al divorzio, le sue conseguenze non dilaniano solo i protagonisti ma coinvolgono moralmente anche i figli, incolpevoli, in un disorientamento affettivo le cui conseguenze sono destinate a riversarsi sulla Comunità, spesso costretta ad adottare i possibili rimedi, mai comunque idonei a sanare le ferite delle coscienze turbate.
    Per quanto riguarda, le Unioni di Fatto, eterosessuali, trovandosi queste nel solco del diritto naturale, non offrono particolari difficoltà di assimilazione alla legislazione statuale.
    Ma, per motivi opposti a quelli relativi alle coppie eterosessuali, non è possibile pervenire alla medesime conclusioni nei confronti delle Unioni Monoaffettive.
    Naturalmente, nessun ostracismo nei confronti di quelle persone che, avendo inclinazioni differenti dalle finalità naturali, vogliano riversare la loro affettività verso creature dello stesso sesso; per cui, in regime di democrazia popolare, nel rispetto del principio di libertà morale, è doveroso prenderne atto e regolamentarne la convivenza per assicurare loro reciproche garanzie, morali e materiali, idonee a conferire nel rapporto stabilità emotiva e sicurezza economica.
    Tutti argomenti questi che richiederanno la massima attenzione e l’intervento concreto di un auspicabile futuro legislatore costituzionale.
    Francesco Carlo BIANCA

  14. Francesco Carlo BIANCA ha scritto:

    Ancora sulle modifiche costituzionali
    La presa in giro è conclamata e certificata anche da qualche politico di professione (Matteo Renzi) e da qualcuno che, ancora in senso dispregiativo, viene definito “comico” (Beppe Grillo): ma non si accorgono i politicanti di avere toccato proprio loro il culmine della comicità per le innumerevoli “Commissioni” varate con il compito di “perdere” tempo (emuli di Penelope), in attesa della immancabile crisi di governo per disfare la tela che, in diecine di anni mai hanno voluto tessere?
    Con questi precedenti, nessuna sorpresa nell’apprendere della fresca delega conferita a 35 Saggi(!) per elaborare, ancora una ennesima volta, i principi direttivi da suggerire ad altra ennesima Commissione (40 parlamentari 40!!!), incaricata di elaborare nuove norme costituzionali…..fino alla prossima crisi di governo.
    E allora, senza saccenteria, nel prendere atto di una situazione di fatto che oltre ad essere ridicola è anche pericolosa, mi permetto, da cittadino, di indicare io alcuni dei principi informatori di una nuova Costituzione (tutta, non solo la Seconda Parte o, tanto meno, solo l’infelice Titolo Quinto: 1) immissione in tutti i Consessi, politici, amministrativi e giudiziari, di cittadini appartenenti alla Società Civile, e perciò estranei alla politica militante, così da impedire la formazione di atti contrari agli interessi della Comunità ed in particolare quelli con cui, spesso di notte, furtim, vengono varati provvedimenti, certamente illegittimi perché a contenuto autoreferenziale; 2) drastica riduzione dei componenti le suddette Assemblee; 3) equiparazione del trattamento economico e previdenziale, sempre dei componenti delle Assemblee in esame, alla normativa comune in materia; 4) fissare il prelievo complessivo operato da tutti gli Enti impositori sui redditi delle persone fisiche e giuridiche nell’aliquota massima del trenta per cento sull’imponibile netto ,tassabile, con la eliminazione delle sovraimposte e delle addizionali su qualsiasi tipo di tassazione; 5) abolizione delle Province e delle Regioni ed istituzione di Aree Metropolitane formate da non meno di venti Comuni e da un numero complessivo di residenti nell’Area non inferiore ad un milione; previo accorpamento o fusione dei Comuni con un numero di residenti inferiore a ventimila.
    Una approfondita analisi di tali modifiche, qui parzialmente e sommariamente elencate, è contenuta in http://www.nuovacostituzione.it, da scaricare a titolo del tutto gratuito.
    Con l’auspicio che la Confapri voglia organizzare un Seminario per dibattere, con cittadini “laici” tali argomenti in esame in antitesi costruttiva con i professionisti della politica.
    Francesco Carlo BIANCA

  15. serenella ha scritto:

    Lavoriamo come i trapezzisti di un circo, senza rete.
    Come possiamo essere protagonisti di questa rinascita economica, come possiamo creare una rete imprenditoriale piu’ forte, come possiamo aiutarvi ?
    Per ottenere la meritocrazia di cui parla, dobbiamo cominciare a guadagnarcela noi, per primi.
    Coordinateci per arrivare uniti allo scopo finale, far ripartire l’ economia con etica e regole di mercato congrue ed efficaci.

  16. Pietro ha scritto:

    Ma i nostri governanti girano per le Zone Industriali??? si accordono che alcune hanno il 30% dei capannoni vuoti o con scritto fuori “Vendesi o Affittasi”
    HANNO DEINDUSTRIALIZZATO il paese, l’hanno impoverito, sono colpevoli verso tutti gli italiani
    VERGOGNA!!!!!!!

  17. Umberto Del. ha scritto:

    Diamoli almeno il tempo di reagire!!! noi padovani abbiamo fiducia in Zanonato

  18. Alberto B. ha scritto:

    Non aspettiamo ancora, non aspettiamo le chiacchiere inutili e inconcludenti che sentiamo da 30 anni; incalziamo Zanonato per vendere se ha le palle, ed appartiene alla gente concreta e fattiva, o se invece è anche lui un politicante inconcludente: chiediamo subito un confronto

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