20 anni di parole, parole e parole

parolePer ridare un futuro alle imprese, ai lavoratori e ai giovani non servono più parole, MA FATTI!!!

Gli ultimi 20 anni di Confindustria hanno accompagnato e condiviso la disfatta e l’impoverimento dell’Italia. Ora bisogna passare ai fatti, allo SWITCH OFF: spegniamo le luci, fermiamoci e vediamo se arrivano i fatti che chiediamo.

–       Uno stato che rispetti i pagamenti, che non agisca coercitivamente verso imprese e/o lavoratori e/o cittadini. Lo stato saldi i 100 miliardi dei crediti delle imprese, permetta la compensazione fra crediti da incassare e tributi da versare, permetta la rateizzazione con tasso BCE a chi non ha la possibilità di finanziarsi per pagare le tasse, protegga prima delle banche le imprese, i lavoratori e cittadini.

–       Abolizione dell’IRAP, una demenziale tassa sull’occupazione e sui debiti d’impresa.

–       Tetto all’IMU, che non deve mai superare il 5% del reddito lordo o lo 0,5% del fatturato d’impresa, negli immobili usati dalle imprese per le proprie attività produttive.

–       L’IVA venga assolta quando incassata.

–       Tassazione sulle imprese e sui lavoratori MAI superiore al 33% (media OCSE).

–       Taglio di almeno il 90% delle pazzesche pratiche burocratiche ed adempimenti fiscali e procedurali.

–       Zero tasse e tributi, per 3-5 anni, sulle assunzioni di disoccupati, cassaintegrati e persone in mobilità.

–       Fissare un livello massimo di tassazione complessiva: non deve MAI superare il 40% del PIL reale o del reddito lordo di impresa. Lo Stato, ed insieme tutti gli enti, smettano di incrementare le tasse e recuperino gli sprechi vergognosi che hanno e che fanno: 60-70 miliardi dalla corruzione pubblica; 70-100 miliardi di strutture inutili ed inefficienti; burocrazie paralizzanti, super-stipendi e super-pensioni vergognose, un apparato politico gigantesco ed insostenibile di strutture che devono essere smantellate (le Province, le Prefetture, le Camere di Commercio, migliaia di enti inutili, la riduzione dei parlamentari, dei consiglieri regionali, delle spese della Presidenza della Repubblica e di tutta una serie di altre spese che, se riportate alla media di paesi come l’Inghilterra o l’America, andrebbero tagliate dal 50%  al 90%, come il numero di parlamentari).

I SOLDI CI SONO, i cittadini li versano, LO STATO, e gli enti, DEVONO spendere con molta più diligenza, responsabilità ed in maniera parsimoniosa i soldi delle tasse, poiché sono i soldi dei cittadini! 

Confindustria non continui, come negli ultimi 20 anni, a fare promesse e parole come qui sotto evidenziato, a sostenere governi che ci hanno distrutto le imprese e ridotto alla miseria! Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, i Sindacati e tutte le vecchie associazioni, che hanno condiviso negli ultimi decenni e che sono colluse con la casta ed il potere, cambino rotta, agiscano con NOI imprese e con i lavoratori, non contro di noi o dormendo nei loro poltronifici!

Il 28 marzo 2014 tutte le imprese e i lavoratori inizieranno con uno switch-off, spegneranno le luci e le macchine, si fermeranno fino a quando i nostri governanti non adotteranno le misure sopra indicate che sono indispensabili per non vedere il Paese morire, e con la morte delle Paese moriranno le imprese ed i lavoratori. Basta con burocratismi, balzelli, tasse, caste e mafie… siamo NOI che produciamo e teniamo in piedi il Paese. I produttori esigono il rispetto della Costituzione, iniziando dall’articolo 1.

Leggi i 20 anni di BLA..BLA…BLA… nulla è cambiato, innondati di promesse loro, pecoroni, ci hanno creduto e hanno pagato i contributi alle loro associazioni credendo che veramente avrebbero fatto i loro interessi. Invece NON HANNO FATTO NULLA, hanno solo accompagnato misure coercitive, balzelli, tasse e svilimento delle imprese e dei lavoratori.

 

9 giugno 1993 – dal Corriere della Sera – Monza, l’impresa sgrida i partiti 09061993

3 agosto 1993 – dal Corriere della Sera – Da Abete nuovo attacco al fisco inefficiente: rimborsi Iva troppo lenti strozzano le imprese 03081993

11 marzo 1994 – dal Corriere della Sera – Abete: “Ora basta con nuove imposte. Più privatizzazioni” 11031994

24 settembre 1994 – dal Corriere della Sera – “Coraggio, serve rigore” 24091994

7 novembre 1995 – dal Corriere della Sera – Fossa: “La burocrazia costa 27 miliardi l’anno 07111995

5 giugno 1996 – dal Corriere della Sera – Marcegaglia critica Fazio: “Non si può demonizzare il profitto” 05061996

29 dicembre 1996 – dal Corriere delle Sera – Fossa: “E adesso rimbocchiamoci le maniche” 29121996

29 giugno 1997 – Il Corriere della Sera – Confindustria: ci aspettiamo riforme chiare 29061997

30 ottobre 1997 – Il Corriere della Sera – Industriali occupano gli uffici Iva 30101997

24 agosto 1997 – dal Corriere della Sera – Stipendi d’oro, l’ira di Cgil, Cisl e Uil. Guidi (Confindustria): un milione di dipendenti statali sono di troppo 24081997

28 maggio 1998 – dal Corriere della Sera – “Troppi oneri sulle banche” 28051998

31 dicembre 1998 – Il Corriere della Sera – Fossa alle imprese: preparatevi, la concorrenza sarà dura 31121998

30 dicembre 1999 – dal Corriere della Sera – D’Amato: è solo un primo passo. Servono meno tasse sulle imprese 30121999

13 giugno 2000 – da Quotidiano.net – Cipolletta: “Troppa burocrazia e troppi lacci alle PMI” 13062000

26 giugno 2000 – da Il Corriere della Sera – Guidi: “Una manovra elettorale, serviva più coraggio” 26062000

14 settembre 2001 – Il Corriere della Sera – D’Amato: riforme subito per welfare e sommerso 14092001

14 novembre 2001 – da Il Corriere della Sera – D’Amato stringe sul governo: “Basta con le riforme a rate” 14112001 

24 maggio 2002 – Il Corriere della Sera – “Conti pubblici e fisco, il governo deve fare di più” 24052002

2 ottobre 2002 – da Il Corriere della Sera – Le aziende: con queste misure incentivi bloccati per due anni 02102002

12 marzo 2003 – da Il Corriere della Sera – “Credito con il contagocce alle piccole imprese” 12032003

2 ottobre 2004 – Il Corriere della Sera – L’affondo della Artoni: “E’ una finanziaria vuota” 02102004

28 novembre 2004 – Il Corriere della Sera – “Finanziaria senza sviluppo, è tattica elettorale” 28112004

12 gennaio 2005 – Il Corriere della Sera – “Il governo rilanci lo sviluppo” 12012005 

6 giugno 2006 – Il Corriere della Sera – Lacrime e riforme 06062006

22 ottobre 2006 – Il Corriere della Sera – Montezemolo: scelte classiste. Un freno la sinistra conservatrice 22102006

12 dicembre 2003 – Il Corriere della Sera – Scontro tra Confindustria e Padoa-Scioppa 19122006

25 maggio 2007 – Il Corriere della Sera – Montezemolo accusa la politica: “Servono progetti e leadership” 25052007

28 ottobre 2007 – Il Corriere della Sera – Montezemolo: l’Italia non ha governo da 12 anni 28102007

12 febbraio 2008 – Il Corriere della Sera – Montezemolo e l’industria ferma: “Colpa delle riforme mancate” 12022008

19 settembre 2008 – Il Corriere della Sera – Marceglia lancia l’allarme: “E’ recessione, ora scelte chiare” 19092008

24 dicembre 2008 – Il Corriere della Sera – “Il governo passi subito ai fatti. Banche troppo avare” 24122008

4 giugno 2009 – Il Corriere della Sera – Imprese e giustizia lenta. Alfano promette: “Sentenze in quattro mesi” 04062009

11 ottobre 2009 – Il Corriere della Sera – Marcegaglia chiede al governo meno tasse e il taglio dell’Irap 11102009

26 marzo 2010 – Il Corriere della Sera – Marcegaglia: coraggio per le riforme 26032010 

26 settembre 2010 – Il Corriere della Sera – Marcegaglia al governo: la pazienza sta finendo. Dialogo con i lavoratori 26092010

19 ottobre 2011 – Il Corriere della Sera – Le imprese al premier: il tempo ora è scaduto 19102011

23 ottobre 2011 – Il Corriere della Sera – Senza il piano sviluppo Bruxelles ci commissaria 23102011

8 novembre 2011 – Il Corriere della Sera – Sacconi: ma Emma si sbaglia le riforme sono già state avviate 08112011

29 aprile 2012 – Il Corriere della Sera – Squinzi: il fisco non è più ragionevole 29042012

28 ottobre 2012 – Il Corriere della Sera – Squinzi: le imprese muoiono di fisco. Più tagli alla spesa 28102012

12 aprile 2013 – Il Corriere della Sera – Squinzi: il tempo è scaduto. E lancia un ponte ai sindacati 12042013

28 giugno 2013 – Il Corriere della Sera – Squinzi: al fondo della crisi, addio a 700 mila posti 28062013

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