Articoli del giorno – agosto 2013

17 agosto – da Il Corriere della Sera Letta: «Ora misure per le imprese. Varrà la pena di investire in Italia»

“L’Italia vuole farcela” è il messaggio lanciato dal primo ministro Letta. Anche noi di ConfAPRI ne siamo convinti: anche per questo, da mesi, al tradizionale recepimento silenzioso e passivo, abbiamo voluto reagire con le parole, dando vita alla nostra associazione, per farci sentire, noi attività produttive italiane, dai politici e da chi ci governa. Qualcosa siamo riusciti a smuovere, siamo riusciti a scalfire le caste, a fare delle proposte concrete per il rilancio economico e per dare un futuro ai nostri figli, dialogando su più fronti per il bene della nostra Italia. E su questa strada proseguiremo.

16 agosto – da Ansa Allarme Cna,fine anno 3,5mln disoccupati

Nuovo all’allarme sul fronte occupazionale: questa volta a lanciarlo è la CNA che parla di “allarme rosso”. Noi di ConfAPRI abbiamo individuato, nella Carta di CastelBrando, alcune misure necessarie per rilanciare il nostro Paese. Ci auguriamo che il Governo faccia tesoro di quelli che sono i consigli che arrivano dalla base del Paese, da chi intraprende e lavora. Solo così potremmo sperare in mesi migliori.

14 agosto – da Il Corriere della Sera «Assumo ma troviamo solo stranieri. Perché? Gli italiani non hanno fame»

Sintomatica di una situazione che segna l’Italia la testimonianza di questo imprenditore veneto. I giovani preferiscono emigrare all’estero, molti non sono pronti a “sporcarsi le mani” facendo gavetta. Chiedono, forti della loro laurea, un posto di prestigio. In molti dicono “no” al turno nel fine settimana. Perchè tutte queste reticenze?

13 agosto – da Il Sole 24 Ore Risale la fiducia delle imprese dell’industria, incerte le prospettive per commercio e servizi

Segnali incoraggianti, ma servono ancora misure per rilanciare l’economia italiana, il consumo, gli investimenti e la fiducia delle famiglie. Unioncamere traccia questo profilo che noi di ConfAPRI ci auguriamo possa essere di buon auspicio per l’autunno.

12 agosto – da Il Sole 24 Ore Ecco come le pensioni pubbliche e quelle dei dirigenti d’azienda affossano i conti dell’Inps

Pensioni eque, così come proposto da ConfAPRI, per tutti i cittadini, da chi nella vita ha fatto l’operaio a chi il dirigente d’azienda. Non si può assistere a questi divari che, ora, stanno affossando i conti dell’Inps. E a sanarli, pagando, ci penseranno naturalmente i cittadini con la fiscalità in generale.

10 agosto – da Il Corriere della Sera Credito alle imprese, ecco le misure. Multe scontate a chi paga subito

Licenziato il “Decreto del Fare”: le misure per rilanciare le nostre aziende e l’economia ci sono, ora vanno applicate, al più presto.

9 agosto – da Il Sole 24 Ore Un italiano su quattro bussa alle porte dei «Compro-oro» 

Non ce la fanno più gli italiani e così si affidano ai “nuovi” Monte dei Pegni, i compro-oro. C’è chi consegna i gioielli di famiglia per avere in cambio dei soldi in contanti ed arrivare a fine mese, pagare una bolletta o una visita medica. Ma fino a quando queste persone potranno andare avanti? E chi controlla questo continuo proliferare nelle città dei compro-oro?

8 agosto – da Il Corriere della Sera Pensioni d’oro: quelli da 90mila euro al mese

Noi di ConfAPRI chiediamo che le pensioni siano eque e dignitose, non come accade oggi con pensioni d’oro riservate a una piccola casta. C’è chi prende oltre 91 mila euro al mese e chi, dopo aver lavorato duramente per quarant’anni, arriva a malapena a mille euro. Una vecchiaia dignitosa deve esser garantita a tutti i cittadini.

7 agosto – da Il Corriere della Sera Benvenuti nell’ospedale fantasma: 20 miliardi di vecchie lire buttate al vento

Non possiamo non reagire a questo ennesimo spreco di denaro pubblico e a pagarlo sono sempre i cittadini che, per curarsi, devono percorrere oltre 40 chilometri per raggiungere l’ospedale più vicino. In carcere è finito il sindaco: ma cosa cambierà?

6 agosto – da Il Sole 24 Ore «Segnali di ripresa da sostenere»

Qualsiasi idiota può superare una crisi; è il quotidiano che ti logora“. Certamente Cechov quando ha scritto nei suoi quaderni questa frase intendeva riferirsi da una parte alla crisi etimologicamente intesa quale opportunità di cambiamento e, dall’altra a quell’accezione del termine, tipica del linguaggio comune, che sta ad indicare lo stato di difficoltà, di disagio sociale, economico ma anche personale che ogni individuo può sperimentare nel corso della propria vita. Ciò che realmente logora, parafrasando lo scrittore russo, non è il duro lavoro e tanto meno il sacrificio, nel nobile senso di sacrum facere, ossia di “rendere sacro” lo sforzo compiuto per affrontare questa stramaledetta crisi, ma il quotidiano martellamento che certi professionisti dell’informazione attuano ai danni dell’opinione pubblica mortificando le coscienze e l’intelligenza di chi, ormai esausto, attende legittimamente solo una soluzione ai problemi reali. Pensando ai molteplici significati che i vocaboli possono assumere mi preme allora effettuare una breve riflessione di natura semantica. Se è vero che ogni “individuo privato e senza cariche pubbliche” (tale infatti è il significato dell’etimo “idiota” dal greco ἰδιώτης), dotato di buona volontà è in condizione di affrontare e superare un periodo critico, come potremmo definire (sempre in ossequio alla nostra meravigliosa lingua romanza) gli uomini e le donne che attualmente ricoprono cariche pubbliche ma che di fatto, pur avendo strumenti idonei tipici del potere legislativo e del potere esecutivo, non pongono in essere quelle leggi necessarie a risollevare l’economia del Paese? Abbiamo fatto nostro il motto “dalla protesta alla proposta” ma la percezione (per approssimazione molto vicina alla realtà, se solo i media avessero il coraggio di raccontarla) è che l’interesse di chi detiene il potere, etimologicamente parlando i “non idioti” (essendo irrisolto l’interrogativo di cui sopra), sia quello di distruggere la piccola e media impresa a favore della grande industria. Basti pensare a tutta una serie di provvedimenti deliranti che costringono gli imprenditori a sostenere continue spese quali, ad esempio, quelle di aggiornamento degli impianti piuttosto che per la formazione del personale che di questi tempi solo le grandi industrie riescono ad ammortizzare. Caliamoci nella realtà pratica, dunque, per meglio comprendere quanto sia perverso e paradossale il sistema: con la scusa dell’adeguamento agli standard europei due artigiani falegnami che in società dividono l’azienda al 51% e 49% si ritrovano nella situazione l’uno di datore di lavoro e l’altro di operaio, il che comporta la predisposizione, da parte del primo, di corsi sulla sicurezza sul lavoro, di pronto soccorso etc. in attuazione di qualche stravagante o inutile disposizione di legge che sovente è destinata ad essere abrogata nel giro di pochi anni se non addirittura di pochi mesi. A titolo meramente esemplificativo pensiamo alle norme sugli impianti elettrici, o a quelle sull’isolamento termico o, ancora, a quelle sugli impianti di riscaldamento i cui scarichi devono essere controllati annualmente, etc. In sintesi il piccolo/medio imprenditore finisce con lo spendere più di quanto ha guadagnato. È evidente che, in analogia alla condizione di precariato lavorativo in cui versano milioni di individui nel nostro Paese, anche le p.m.i vivono un vero e proprio “precariato”. Chi tutela l’imprenditore quando si imbatte in un cliente che fallisce e avendo assolto l’Iva in anticipo sui presunti guadagni dell’anno successivo (già di per sé situazione assurda questa, ma si sa noi italiani oltre ad essere un popolo di santi poeti e navigatori siamo anche un popolo di veggenti) e dovrà attendere pazientemente il decorso dell’iter burocratico, per vedersi rimborsare quell’Iva che ha anticipato inutilmente? Ecco allora che per risolvere il problema del precariato non solo dei dipendenti ma anche delle imprese occorre consentire a quest’ultime di lavorare nelle migliori condizioni possibili e soprattutto in attivo. Significativo e quanto mai attuale ciò che scrisse Einaudi in tema di impresa: “…Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. E’ la vocazione naturale che li spinge: non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi…”

5 agosto – da Il Corriere della Sera Tuo padre è disoccupato? Un anno di università gratis

Aiuti agli universitari con genitori disoccupati, in mobilità o in cassa integrazione. Si sa che in un momento così difficile, studiare può diventare un lusso per molti. E questo l’Italia non se lo può permettere, non può rinunciare a giovani che coltivano, all’università, i loro sogni. Anche ConfAPRI ha lanciato una proposta di legge volta a sostenere scuola, formazione e cultura: e proprio all’interno della proposta si parla di tasse universitarie commisurate alle possibilità della famiglia, divise in 3 scaglioni in relazione al reddito e ai risultati conseguiti durante la carriera scolastica. 

4 agosto – da Il Corriere della Sera Svolta nella Pubblica Amministrazione: addio al fax, per le comunicazioni solo la mail

Finalmente un’azione in linea con la semplificazione e l’ammodernamento burocratico che noi di ConfAPRI sosteniamo da tempo (vedi proposta di legge). Non possiamo ingabbiare le aziende in un sistema fatto di carte e conferme mezzo fax. Tutti gli imprenditori e i professionisti sono stati obbligati ad attivare una casella di posta elettronica certificata (PEC): ora anche le istituzioni si devono adeguare, dunque usufruiamo del beneficio delle moderni tecnologie!

3 agosto – da Il Corriere della Sera Prima di tutto viene il Paese

Già, “prima di tutto viene il Paese” come scrive nel suo editoriale Ferruccio De Bortoli. Ce lo auguriamo anche noi di ConfAPRI che da mesi chiediamo ai politici di mettere, al primo posto, non i loro interessi, ma la nostra Italia che sta attraversando un difficile momento.

2 agosto – da Il Sole 24 Ore Esuberi Geox trovata l’intesa con i sindacati, 50mila euro di incentivi per chi va via

La crisi si abbatte su un’altra grande azienda dell’ormai ex ricco NordEst. Anche il colosso Geox non viene risparmiato da questo difficile momento. Si attende, da tempo, la ripresa, il rilancio economico. Ma in realtà, ogni ora 11 imprese chiudono per fallimento, 274 ogni giorno, oltre 100.000 all’anno secondo i dati CERVED 2013 su 2012. Cosa sta attendendo il Governo per avviare quelle misure che da tempo ConfAPRI ha evidenziato come salva-vita per la nostra Italia?

1° agosto – da Il Sole 24 Ore Occupazione, primo sì ai bonus per chi assume un giovane

Finalmente una buona notizia! Il nostro Parlamento ha mosso i primi passi verso quella valorizzazione dei giovani che, da mesi, ConfAPRI sostiene. I giovani sono il nostro futuro, ed è per loro, anche, che stiamo lavorando, per offrire un’Italia migliore. Ci auguriamo ora che l’iter avviato vada a buon fine e che quelle che per ora sono promesse sulla carta, presto si trasformino in fatti concreti. Gli italiani ora aspettano solo fatti, basta parole!

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