Articoli del giorno – settembre 2013

30 settembre – da Il fatto quotidiano L’Avvocatura Stato-mafia

29 settembre – dal Blog di Beppe Grillo Rien ne va plus

Grillo, i giochi sono finiti… si ritorna al voto

28 settembre – da Libero.it Letta-Bis, e la cena a casa Scalfari

Ennesimo tentativo di disorientare, confondere e rendere poco trasparente quelli che di fatto sono i circhi mediatici della politica italiana: nuovo Governo, martedì Letta Bis con i dissidenti?

27 settembre – da Asca Fmi: crescita Italia esposta a rischi. Tagliare fisco e privatizzare

Il fondo Monetario Internazionale (FMI) interviene duramente sulla grave crisi economica italiana: Tagliare drasticamente la spesa pubblica, ridurre le tasse su impresa e lavoro, aumentare la flessibilità e produttività, modernizzare, infine, la giustizia semplificando la burocrazia. Tutte tematiche che noi stiamo portando avanti da mesi.

Se non si adotteranno, urgentemente, queste misure il PIL italiano decrescerà ulteriormente del 2% e l’Italia perderà l’opportunità di agganciare la ripresa internazionale. Non solo aumenteranno le tasse, ma crescerà anche la disoccupazione e di conseguenza il grado di povertà già ai limiti della sopportazione.

E i nostri governanti cosa fanno? Esattamente il contrario di ciò che la semplice logica e buon senso dettano. BASTA! L’Italia sta morendo e non per chissà quale invasione unnica, bensì per l’insipienza della nostra classe dirigente designata per proteggere i soliti signorotti nostrani. Prima di estendere lo sguardo oltre la siepe dobbiamo capire che il nemico ce lo stiamo coltivando dentro casa.

È arrivato il momento di liberarci di questa palla al piede che ci sta letteralmente trascinando a fondo. È arrivato il momento di ribellarsi per cacciare tutti quei soggetti incapaci che hanno portato le imprese a morire sotto il peso fiscale di uno stato ipertrofico e inefficiente.  È arrivato il momento di iniziare a dare il dovuto rispetto alla nostra Costituzione e ad applicare interamente i suoi articoli. Ricordiamo tra i tanti l’articolo 1, 2 e 4.

26 settembre – da La Repubblica Fo: “Barilla promuova integrazione in spot”. L’imprenditore scuse anche ai dipendenti

Con tutto il rispetto che merita la notizia in questione l’Italia è sull’orlo del tracollo e l’opinione pubblica viene così spudoratamente manipolata tanto da concentrare l’attenzione su come realizzare o meno uno spot pubblicitario; forse che vogliano distogliere l’opinione pubblica dai fatti BEN PIU’ GRAVI della vendita di TELECOM agli spagnoli???

E’ grave che la società che controlla le strade digitali, che sono il futuro del paese, venga venduta agli stranieri… quali saranno i prossimi gioielli di famiglia che i nostri governanti, ed amministratori da loro nominati o influenzati, ci propineranno? Ed intanto ci distoglieranno con gli spot della pasta del momento?

25 settembre – da Il fatto quotidiano Giustizia, responsabilità civile dello Stato: rischio sanzioni Ue contro l’Italia

Giustizia lenta e responsabilità civile dello Stato: l’UE richiama l’Italia alla modernizzazione e all’accelerazione dei processi. La loro lentezza impedisce il corretto svolgersi delle attività d’impresa e tiene gli investimenti internazionali lontani dall’Italia.

7 anni e tre mesi e ci si deve ritenere anche fortunati. Questa è la media della durata di un processo civile. La media, il che significa che tantissimi processi superano la soglia dei 10 anni. È evidente che una giustizia lenta è una giustizia negata.

Miliardi di euro, ogni anno, vengono versati per mettere la classica toppa ai danni derivati dall’eccessiva lunghezza dei procedimenti senza contare gli investitori che fuggono dall’Italia, perché non hanno un ambiente normativo certo su cui fare affidamento. 

È urgente mettere in atto riforme per snellire le pratiche giudiziarie. È urgente avere una giustizia che meriti tale nome e che sia REALMENTE uguale per tutti. Siamo STUFI di veder finire in galera il pensionato che per sopravvivere ruba tre mele al supermercato quando abbiamo ad occupare le tanto ambite poltrone del potere imputati, corrotti, indagati, prescritti e condannati.

24 settembre – da Il Corriere della Sera Ue: lo Stato deve garantire i debiti dei cittadini

Una buona notizia per i cittadini italiani, ma per averla si è dovuta esprimere la Corte Europea per i diritti umani: i debiti vanno saldati. Comuni e altri enti pubblici devono ai privati, cittadini e imprese, quanto dovuto per servizi o beni erogati. E’ diventato infatti inammissibile che i cittadini e chi intraprende siano continuamente vessati da imposte e tasse, con multe e condanne in caso di inadempienza. Dall’altro, invece, allo Stato tutto è lecito. Ora finalmente una sentenza che dà ragione agli italiani.

23 settembre – da Il Corriere della Sera Saccomanni pronto a lasciare 

Un’altra crisi politica in vista? L’Italia non se la può permettere! Il Ministro Saccomanni sarebbe pronto a lasciare se i provvedimenti definiti in campo economico e fiscale non saranno attuati come previsto, evidenziando una difficile situazione per il nostro Paese. Cosa succederebbe se il ministro si dimettesse? Saremmo in grado di reagire? Ai politici un invito: prendete decisioni nell’interesse del Paese, non quelle a voi più comode!

20 settembre – da Il Corriere della Sera/inchieste ReportTime Senato, a proposito di trasparenza e tagli agli stipendi

Il team Gabanelli indaga sugli stipendi dei dipendenti del Parlamento italiano. Pochi i dati a disposizione, neppure chi è chiamato a vigilare li dispone. Ma emerge comunque, ad esempio, che il segretario generale prenda più di 28 mila euro lordi al mese. Dove sono i tagli annunciati? Perchè ancora ci sono questi enormi divari? ConfAPRI ha proposto il metodo Olivetti: tra il più basso e il più alto stipendio ci sia al massimo un divario di dodici volte. Un metodo che in Svizzera è già stato adottato.

19 settembre – da Il Corriere della Sera Scuola e sicurezza il rapporto: «Edifici insicuri e poche palestre»

Strutture precarie, manutenzioni insufficienti: è lo stato “di salute” di quattro scuole italiane su dieci. Lo evidenzia il rapporto condotto da Cittadinanzattiva. Un bilancio che fa riflettere, e preoccupare. Servono investimenti: si tratta del futuro dei nostri figli e nipoti. Dobbiamo offrire loro un’educazione di qualità e in ambienti sicuri. ConfAPRI ha elaborato, nei mesi scorsi, una proposta di legge per potenziare le infrastrutture italiane.

18 settembre – da Il Corriere del Veneto Azienda padovana sempre più in crisi. Imprenditore di 60 anni si impicca

Ancora un suicidio nel Nord-Est: a decidere di farla finita un imprenditore padovano. Ormai non si contano più le persone, gli imprenditori, che hanno scelto di porre fine alla loro vita, piegati dalla crisi, dalla pressione fiscale, dai mancati pagamenti da parte di privati ma anche delle pubbliche amministrazioni che saldano i loro conti anche dopo due, tre anni. Le difficoltà si toccano ancora una volta con mano: servono provvedimenti urgenti per sostenere chi intraprende, chi contribuisce all’economia italiana.

17 settembre – da Il Corriere della Sera Rehn: «Italia come Ferrari, ma resti in pista»

“Il talento non basta” secondo il vice-commissario dell’UE Rehn. Ne siamo consapevoli, ma è su questo, sul talento, che il popolo italiano trae forza. Sappiamo di avere enormi potenzialità, di poter insegnare molto ad altri Paesi. Forse dovremmo mettere un po’ di più grinta in quel che proponiamo, saper affrontare di petto i problemi, credere in quello che facciamo, rompere gli schemi per dare un futuro ai giovani. Ed è anche per questo che è nata ConfAPRI.

16 settembre – da Il Corriere della Sera Ricercatori, l’Olanda paga 5 volte di più

La ricerca fanalino di coda in Italia. Perfino la Corea del Sud investe sui ricercatori più di quanto faccia il nostro Paese. Drammatici i dati se si pensa che un ricercatore in Italia percepisce, in media, circa undici mila euro all’anno, stipendio che colloca il nostro Paese al 24° posto in classifica. Ma non è ancora chiaro che solo investendo sulla ricerca potremo dare un futuro al nostro Paese e a molti giovani costretti a emigrare all’estero per trovare contesti lavorativi migliori? In merito ecco le proposte di ConfAPRI

13 settembre – da Il Corriere della Sera Letta: «Non sforeremo il tetto del 3%». L’Ue: «Fiducia nell’Italia, ma servono riforme»

L’UE chiede all’Italia che attui delle riforme economiche: solo così potremmo mantenere il nostro ruolo nel contesto europeo. Noi di ConfAPRI abbiamo elaborato delle proposte, confluite nella Carta di CastelBrando, che chiediamo al Governo Letta di leggere, analizzare e mettere in atto. Solo così il nostro Paese avrà un futuro certo.

12 settembre – da Il Corriere delle Alpi Sempre più poveri «Chiedono lavoro e soldi»

La crisi colpisce tutti. Anche nell’ormai ex ricco nord-est sempre più famiglie faticano ad arrivare a fine mese e si appellano alle istituzioni e agli enti per ricevere chi denaro, chi cibo, chi un lavoro. Le difficoltà sono palpabili quotidianamente: i giovani non trovano lavoro, i pensionati riescono a malapena ad arrivare a fine mese. Servono misure per risaldare il nostro contesto sociale, pilastro dell’Italia (vedi proposte ConfAPRI)

11 settembre – da Il Corriere della Sera Con lo stage il 12% in più di probabilità di trovare lavoro

Favoriamo, con misure precise, l’inserimento dei giovani nel nostro mercato del lavoro: bene gli stage, ma facciamo in modo che si possano tradurre anche in veri lavori e che i giovani non si trovino a svolgere tirocini per molti anni, finendo così per essere sfruttati. Noi di ConfAPRI abbiamo lanciato delle proposte, eccole qui

10 settembre – da Il Corriere della Sera L’allerta di Visco: «L’instabilità politica preoccupa gli investitori»

La graduale ripresa del mondo economico italiano deve fare i conti con l’instabilità politica, lo scontro PD-PdL sul futuro di Berlusconi. Una crisi politica, in questo momento, non ci vorrebbe, sostiene il governatore della Banca d’Italia. Concordiamo anche noi di ConfAPRI. Chiediamo ancora una volta ai partiti e ai movimenti che governano l’Italia di mettere in testa alle loro azioni e decisioni il futuro e la stabilità del nostro Paese. Ci sentiamo di fare nuovamente un appello accorato, da buon padre di famiglia, che ha a cuore il benessere dei suoi figli.

9 settembre – da Il Corriere della Sera Scuola, ministro Carrozza: «Mai più a 25 anni senza avere mai lavorato»

Il ministro dell’istruzione invita tutti i giovani a mettersi in gioco. Un appello a cui ConfAPRI non può che associarsi: i giovani sono il nostro futuro ed è soprattutto per loro che noi di ConfAPRI abbiamo deciso di scendere in campo, con proposte e azioni che li tutelino e li valorizzano. Scuola e lavoro devono, in sintonia, scandire la loro formazione: i giovani devono sapersi mettere in gioco, solo così sapranno fare la differenza. 

7 settembre – da Il Corriere della Sera Napolitano : «Uniti nella Ue per battere la crisi»

Un salto di qualità nella cooperazione europea: lo chiede il Presidente della Repubblica. Occorre che i leader politici ritrovino il coraggio della scelta europeista, afferma Napolitano. Serve ridare ruolo e credibilità all’Italia nel contesto europeo e internazionale. Solo così potremo riscoprire quel ruolo che era nostro, quel punto di riferimento in molti campi che ci apparteneva, dalla cultura all’industria, dalla ricerca alla tecnologia, quel Made in Italy che ConfAPRI chiede da tempo, a gran voce, che sia giustamente valorizzato.

6 settembre – da Il Corriere della Sera Il leader di Confindustria Trapani: «Ho pagato pizzo per anni». E scattano arresti

C’è chi ha il coraggio di reagire alle mafie e alla corruzione, di uscire allo scoperto e di denunciare chi sta rovinando e minando la propria impresa. E’ il caso del presidente di Confindustria Trapani che ha denunciato alle forze dell’ordine chi gli chiedeva ingenti somme di denaro. Non c’è dunque solo omertà, ma in un’Italia minata da tante difficoltà c’è chi reagisce, a gran voce. Prendiamo dunque forza da questo esempio per migliorare il nostro Paese.

5 settembre – da Il Corriere della Sera Competitività, l’Italia perde sette posti 

Ancora un segno negativo per l’Italia, scesa al 49° posto (l’anno scorso era al 42°) nella classifica dei Paesi competitivi. Al primo posto la Svizzera, un Paese che ha già fatto sue molte delle proposte lanciate da ConfAPRI in questi mesi, dal limite massimo degli stipendi a un sistema di tassazione che tutela le famiglie e chi intraprende. L’Italia cosa aspetta?

4 settembre – da Il Sole 24 Ore Il censimento delle opere pubbliche incompiute? È… incompiuto

Sprechi, e ancora sprechi, e anche calcolarli diventa impossibile. Il censimento delle opere pubbliche incompiute – ospedali realizzati ma mai aperti, strade rimaste a metà, edifici pubblici come scuole ora scatole vuote – riceve uno stop. Capire quanto denaro pubblico, soldi degli italiani, negli ultimi anni è stato buttato al vento, diventa impossibile. Perchè ci vogliono nascondere questi dati? 

3 settembre – da Il Corriere della Sera Derivati: soluzione Tremonti

Si parla tanto, nei bilanci degli enti pubblici, dei derivati, una formula che avrebbe minato il sistema finanziario italiano, portando alla situazione attuale. Servono provvedimenti, urgenti, per risanare il sistema. Da Tremonti un disegno di legge: ora attendiamo gli sviluppi

2 settembre – da Il Corriere della Sera Cgil: “Oltre nove milioni di persone in difficoltà, mai così tanti dall’inizio della crisi”

Si preannuncia un autunno duro per molti italiani: la crisi, e lo confermano i dati, pare non arrestare la sua avanzata, minando sempre più famiglie, lavoratori e imprenditori. Dopo la pausa estiva, ConfAPRI è pronta a ridiscendere in campo con le sue proposte per il rilancio del nostro Paese.

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