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39 reazioni a Contatti

  1. antonio ha scritto:

    Ma una proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis che sia un mix del modello spagnolo e uruguayano, non libererebbe risorse per più di 10 miliardi di euro fra minori carcerazioni, attività imprenditoriali emersione del nero e lotta alla mafia?…. stessa cosa dicasi per la prostituzione. In questo modo si creerebbero risorse per la sanità in materia di prevenzione, riduzione del danno, assistenza sanitaria.Rimarrebbero risorse per finanziare la ricerca in numerosi settori della sanità. Nonchè un beneficio per l’intera collettività. La puntata di presa diretta di questi ultimi tempi dovrebbe fare riflettere.

  2. Silvano ha scritto:

    Ieri notte ho ascoltato alcune proposte dell’ Ing. Arton. Se ho ben capito, lui propone di reperire decine di mld all’anno ricalcolando le pensioni, riconducendole tutte al sistema contributivo. Tali somme verrebbero poi redistribuite a favore delle pensioni minime, dei redditi più bassi e dei piccoli imprenditori. Ciò significherebbe che ad uno come me, che in 42 anni di lavoro dipendente ha pagato sempre tasse e versato contributi previdenziali per circa 460 mln.(rivalutati), verrebbe tagliata la pensione, a fav di chi non ha mai pagato né tasse né contributi e di chi , attualmente, in quanto lavoratore autonome non paga né tasse né contributi. Sarebbe l’ennesimo premio immeritato a chi non ha pagato e non paga tasse e contributi. Complimenti!

  3. Simona D.L. ha scritto:

    Non vi sputtanate come tante associazioni e confederazioni hanno fatto prima di voi. Il potere dà alla testa anche a chi parte con le migliori intenzioni. I sindacati ormai rappresentano solo i propri individuali interessi… confidiamo in voi perchè per il resto è tutta terra bruciata.

  4. Martina ha scritto:

    Vi seguo sempre e voglio davvero ringraziarvi per i tanti sforzi che avete compiuto e state continuando a compiere.

  5. lilly ha scritto:

    Sono una casalinga e mio marito è un pensionato. Siamo riusciti con non pochi sacrifici a comprare una casa e a far studiare due figli. Oggi mio figlio, sposato da poco più di due anni è costretto a non avere a sua volta figli perchè non se lo può permettere e il più piccolo invece (35 anni) è ancora a casa perchè con lavori saltuari e contratti precari non può pagarsi l’affitto neanche di un posto letto. Io e mio marito non saremo eterni… non tanto il grande quanto il piccolo, mi dite che fine farà?

  6. luana roveretti ha scritto:

    riprendo il post pubblicato da Rosy. Essere ottimisti oggi è come voler non guardare in faccia la realtà. Siamo alla miseria più nera. si sta combattendo una guerra invisibile dove le banche dettano legge e i nostri politicanti arricchiscono solo le proprie tasche. C’è poco da essere ottimisti… tocca SVEGLIARSI!!!

  7. Rosy75 ha scritto:

    Io penso che per cambiare realmente le cose si debba mantenere un certo ottimismo. Personalmente confido nel fatto che più in fondo di così non eravamo mai arrivati quindi c’è solo da risalire. Non posso credere che il sistema riesca a corrompere anche i più puri. è follia.

  8. triestino ha scritto:

    Leggo, e me ne dispiace, del sospetto che anche i più puri, arrivati al potere si lascino, alla fine, corrompere dal sistema. Sinceramente se continuiamo a ragionare in questa maniera rimarremo sempre immobili

  9. rosario p. ha scritto:

    Anche io simpatizzo per i grillini. Sono l’ultima speranza di un effettivo cambiamento. Spero che con voi possano collaborare per risollevare l’Italia. Al momento mi sento ostaggio del nostro paese. Rimanete sempre liberi, vi prego

  10. Cristian Bernardi ha scritto:

    Continuate così!
    Vi apprezzo in quanto come attivista del Movimento 5 stelle vedo una buona sinergia tra Voi e il Movimento.
    Insieme si può fare molto.

  11. Giovanni C. ha scritto:

    è lodevole quanto state facendo. La rete del vostro network è molto interessante. State solamente attenti a non farvi attrarre da questi quattro politici fannulloni che vanno solo a caccia di voti e poi non mantengono mai le promesse. Siate sempre liberi come ora!

  12. Luciano Poggetti ha scritto:

    Molto spesso parlo di voi ai miei amici e conoscenti. Spero possiate davvero riuscire. Le premesse son buone, speriamo possiate essere d’aiuto nel risvegliare le coscienze della gente. DOBBIAMO APRIRE GLI OCCHI!

  13. Ugo D. ha scritto:

    Sono un giovane imprenditore e la burocrazia della legge italiana mi sta letteralmente mandando a monte tutti i progetti.

  14. Melissa ha scritto:

    BRAVI! Avete obiettivi molto ambiziosi. sono con voi

  15. Roberto ha scritto:

    In relazione all’iniziativa promossa da “Democrazia locale” relativa al
    “Laboratorio per una nuova formazione del Fare Impresa”, con il patrocinio
    della Scuola dei Beni Comuni dell’Amministraazione Comunale di Santorso
    (Vicenza) (27.28.39 Settembre e 11, 12, 13 Ottobre prossimo), considerando
    le giuste richieste degli imprenditori con cui ci si é confrontati, volte
    a uscire da questa esperienza con qualche proposta che permetta di
    iniziare a dare risposte favorevoli alle problematiche che affliggono le
    imprese e, particolarmente, quelle piccole e medie,abbiamo preso contatti
    con un Istituto di credito con sede in Svezia: la Jak Banca.
    La filosofia e la pratica della Jak Banca é quella di concedere,
    motivatamente, prestiti alle imprese con un costo del denaro pari al costo
    del sostegno e funzionamento dell’Istituto stesso. L’organizzazione
    dell’Istituto si svolge prevalentemente “on line” con costi, quindi,
    contenutissimi che si possono presumibilmente tradurre in un saggio di
    interesse intorno all’1% o poco più.
    La Jak Banca sta aprendo la sede anche in Italia. Per questo ho preso
    contatto con un suo rappresentante esponendo le nostre iniziative
    formative e discutendo sui tempi di apertura dell’Istituto e di una
    diretta collaborazione nostra nella stessa fase di fondazione.
    A giorni la Jak invierà alla CONSOB la richiesta di apertura di sedi in

    Italia per riceverne l’autorizzazione che, per norma, deve avvenire entro
    70 giorni.
    Possiamo presumere che prima del prossimo Natale sia conclusa questa fase
    per aprire, poi, quella della sottoscrizione del capitale (11 milioni di euro).
    Vi è, quindi, un accordo preliminare per una fattiva collaborazione. Per
    questo, la Jak Banca manderà un suo rappresentante a intervenire durante
    la nostra iniziativa di formazione.
    Pare a me questa una possibilità particolarmente importante, da sostenere,
    quindi.
    Con i migliori saluti
    Ivano Spano
    339 3399853

  16. Ernesto ha scritto:

    RIPETO IN QUANTO E’ USCITO PARZIALE
    ho letto con molta attenzione e massimo interesse la notizia del 25 marzo “ “ CONFAPRI sa resistere a casta e mafie” “ con il simbolo ottagonale STOP TASSE CASTA MAFIE e ancora “ “ chiunque lo adotti e subisca pressioni, minacce, ritorsioni o intimidazioni da parte di individui o enti, sarà difeso non solo da tutti gli altri aderenti ma da milioni di cittadini italiani collegati attraverso il web” “ . Orbene io mi trovo nella situazione da voi descritta in quanto ero superfluo in un sistema di appalti pubblici direzionati a prezzo doppio di mercato su paesi esotici e pertanto mi trovo da 12 anni in una condizione assimilabile al sequestro o al gulag. Va da sé che impedendomi di lavorare sono stato costretto alla perdita dell’impresa e 50 persone sulla strada che non hanno ricevuto alcuna difesa sindacale. Come mi può aiutare CONFAPRI a liberarmi da tale condizione pari all’internamento coatto in un gulag ? Voglio aggiungere che la corruzione è valutata in 60 mld e essendo riconosciuta da autorevoli organi di stato e non perseguita è in pratica scudata, ma autorevoli studi indipendenti all’estero la stimano 5 volte tanto ovvero ca. 300 mld.

  17. roberto antognarelli ha scritto:

    Sono direttore di una asssociazione di imprese della filiera del suino. Desidero partecipare alla Vostra attività

  18. Franco Peruzza ha scritto:

    ora piu’ che mai serve mettere in moto un gruppo di persone che ragionino “di Logica”sembra che fare il politico sia un modo come tanti altri x guadagnare la poltrona (e relativi compensi /privilegi)..il Buco di bilancio dell’Italia è stato creato in buona parte dall’apparato statale che ha dilapidato i sudori della povera gente …serve fare una giusta,sensata ,ripartizione dei carichi fiscali ..spendere il denaro pubblico x costruire qualcosa ,andando avanti ancora qualche mese cosi’ lo stato non sara’ piu’ in grado di pagare le pensioni ..il primcipio deve essere chiaro per tutti ..non ci possono essere 1000 che lavorano e 2000 che mangiano!!!non è possibile pagare sempre senza aver in cambio niente…!!Scusate lo sfogo,ma ..SERVE ASSOLUTAMENTE fare qualcosa !!
    condivido lo spirito di ConfApri e voglio associarmi .

  19. Francesco Celotto ha scritto:

    Salve sono un attivista del M5S ex candidato al senato nel Veneto e desidereri entrare in contatto con voi per partecipare alla vostra attività e alla eleborazione di progetti di legge
    Sono membro del gruppo di lavoro Grandi Opere del m5s del Veneto e autore del libro sulla Spv Strada Chiusa oltre a partecipare alla attività di comitati e gruppi attivi nel mio territorio per la tutela e difesa del paesaggio

  20. carlo ceniccola ha scritto:

    Desiderei aderire all’associazione per dare il mio contributo accumulato in anni di esperienza nell’ambito della lotta al lavoro nero e alla elusione e/o evasione contributiva. Resto in attesa e porgo cordiali saluti.

    • Staff ConfAPRI ha scritto:

      Gentile Carlo,
      aderire a ConfAPRI è gratuito, e chi vuole può sostenere l’azione dell’associazione con una donazione.

      Per entrare a far parte del Think Tank Group ci mandi il suo curriculum a [email protected]

      Staff ConfAPRI

  21. Giancarlo Locatelli ha scritto:

    L’iniziativa mi piace. Gradirei sapere com’ è organizzato il lavoro: chi fa cosa, come. dove. Esiste un programma di
    attivita’ da svolgere, dei progetti da sviluppare ?

  22. Marco Guidi ha scritto:

    Salve voglio aderire e sostenere la ConfApri di cui condivido le intenzioni e gli scopi. Ad esempio si potrebbero aiutare Imprese ed artigiani che per manifesta difficolta’ non sono in regola con il pagamento delle tasse pur avendo fatto delle dichiarazioni dei redditi fedele e che hanno un contenzioso con il Fisco con un censimento sul territorio e concordando dove possibile che possano regolare una parte del contenzioso fornendo allo Stato la loro prestazione d’opera nell’ambito in cui operano (ristrutturazioni di scuole,ospedali servizi sociali) e non solo sottraendo liquidita’ per 7 anni o piu’ perche’ un cittadino o un Impresa non puo’ essere considerato solo per quanti soldi puo’ versare al Fisco. Raggiungeremmo lo scopo di recuperare un contribuente e migliorare le strutture che lo Stato non riesce a manutentare con vantaggio per la collettivita’

  23. Marco Guidi ha scritto:

    Salve voglio aderire e sostenere la ConfApri di cui condivido le intenzioni e gli scopi. Ad esempio si potrebbero aiutare Imprese ed artigiani che per manifesta difficolta’ non sono in regola con il pagamento delle tasse pur avendo fatto delle dichiarazioni dei redditi fedele e che hanno un contenzioso con il Fisco con un censimento sul territorio e concordando dove possibile che possano regolare una parte del contenziosofornendo allo Stato la loro prestazione d’opera nell’ambito in cui operano (ristrutturazioni di scuole,, servizi sociali

  24. Aldo Primerano ha scritto:

    Noi artigiani non possiamo mollare perchè non possiamo permetterci di perdere la nostra attività, le strutture, i macchinari, insomma tutti i sacrifici di una vita. Come si fa a non impegnararsi al massimo per non perdere tutto? Anche se sei con i piedi fuori dalla tua attività e anche se non dormi la notte. “Gente che non si è mai sporcata le mani in una fabbrica o ha passato le notti in bianco per far quadrare i conti”. Tutto quello che noi facciamo lo facciamo per il nostro benessere e per garantire ai nostri figli un’Italia migliore (i miei nipoti che vivono a Davoli (CZ) devono poter scegliere da loro se restare o partire per altri luoghi per lavorare, e non come ho fatto io che per lavorare sono stato costretto a lasciare la mia famiglia e tutti gli affetti che si creano dove hai vissuto i primi anni della tua vita), affinchè tutti possano vivere dove si trovano meglio. Perciò a me non interessa quale partito governi , ma che chi è alla testa del partito scelto dal popolo governi bene per cinque anni; sarà poi il popolo a decidere se ridargli la fiducia per altri cinque anni o cambiare soggetto; l’importante è far sì che si governi per il bene comune.
    Sono d’accordo con l’iniziativa dello sciopero dipendenti/operai.
    Ed è possibile essere aggiornato su eventuali incontri o potete consigliarmi qualche associazione o gruppo già esistente a Roma?

  25. Federico ha scritto:

    tutto molto interessante, vorrei capire con chiarezza perchè aderire a confapri rispetto alle altre associazioni di categoria che svolgono un ruolo di lobby a favore dei loro rappresentati e se non credete che possano esserci dei “conflitti di interesse” nelle istanze da rappresentare tra una pmi e un’azienda più grande o un professionista e un piccolo artigiano, vi ringrazio anticipatamente per la risposta

  26. Avv. Pietro Lo Nardo ha scritto:

    La vostra iniziativa è davvero positiva.
    Sono a disposizione, per la Regione Marche, di imprese e professionisti.

  27. Susanna Menegazzo ha scritto:

    …nessuno sta pensando alla migliaia di PI di Professionisti e specialisti che aiutano le aziende a creare i presupposti per il miglioramento continuo…i quali venendo meno le aziende produttive territoriali per le delocalizzazioni o per le chiusure delle aziende stesse, stanno languendo con esse: professionalità di livello e risolutive lasciate sospese nel limbo dell’immobilismo creato da questa politica sporca e inefficiente…

  28. Roberto Villa ha scritto:

    Scrivo per aderire a Confapri

  29. Paolo Brambilla ha scritto:

    Occorre partire da un resoconto di che cosa era l’Italia quando c’era una specie di euro ante-litteram, quando cioè c’era un’area “europeista” al nord, e un’area “grecista” al sud. C’era insomma in Italia una moneta unica, la lira, che aveva però valori diversi: se assegniamo un valore alla moneta di allora per esempio potrebbe essere 10 al nord, 5 al centro, 2 al sud. Ma la media di questi valori, pesati, poteva dare un valore medio di 6 – 7. Quindi nel nord avevamo una moneta che valeva 6 – 7 e godeva rispetto ai concorrenti (es. tedeschi) un vantaggio di sconto da 10 a 7, cioè diciamo il 30% di sconto sui mercati internazionali. Ma bisognava anche mantenere l’economia da 2, quindi tasse ecc. trattenute dallo Stato per mantenere il resto del Paese. L’industria che doveva pagare gli stessi stipendi al sud finiva a fare un trasferimento di valuta. Vediamo ora un competitor come la Germania: ritenevano di avere uno svantaggio nei confronti del nord Italia (che invece era gravato dagli altri costi accennati) quindi la Confindustria tedesca voleva stroncare questo tipo di concorrenza. Per attirare l’Italia nell’euro è stato applicato lo stesso trucco che si usa per attirare un “pollo” a una partita di poker: vieni nel gruppo dei grandi, non vorrai fare parte dei poveri … Ma nel momento stesso in cui si fissa il cambio, il Paese più debole va in sofferenza. E gli italiani lo sapevano. Basta andare a pescare nei verbali della Camera dei Deputati del 1978 a proposito del primo sistema monetario europeo, lo SME. Votò contro solo il PCI (esattamente Giorgio Napolitano) “perché fissando i cambi l’unico sistema per il pareggio sarà colpire i salari”. Così è poi successo, una volta fissati i cambi. Nel 1992, dopo anni di cambi fissi, non ce la facevamo più (così anche l’Inghilterra) e uscimmo dalla banda di oscillazione dello SME. Se vi ricordate, nel 1992 presero addirittura di notte i nostri soldi da conti correnti, dopo aver incenerito le riserve per mantenere il cambio. Infine si raggiunse il 30% di svalutazione, il panico, ecc. Quando però ci si guardò intorno, non era morto nessuno, anzi si passò già nel 1993 alla riduzione dell’inflazione da 5 a 4%, e la bilancia dei pagamenti passò in attivo. I tassi iniziarono a scendere. Però poi ci siamo fatti prendere dalla stessa fregatura, la moneta unica, l’euro. Con tutti i soldi accumulati nelle banche tedesche, grazie alla loro posizione di vantaggio, si è iniziato a prestare enormi masse di denaro soprattutto in campo immobiliare. Lo stesso avvenne negli USA con i subprime, e pure in Spagna, Portogallo, Irlanda, Grecia, ecc. La posizione dell’Italia era diversa, perché gli italiani avevano già la casa in gran parte, ed eravamo benestanti. Oggi basta leggere i giornali per apprendere che per la BCE gli italiani sono ricchi e i tedeschi poveri. Ma dopo tutti gli “spiumaggi” subiti dagli italiani negli ultimi tempi per ripagare i tedeschi, che cosa è restato? L’IMU da 24 miliardi dove è finita? 4 miliardi al Monte Paschi, 20 miliardi al Fondo salva-stati. Da qui a Spagna e Grecia, che li hanno usati per ripagare le banche tedesche. Intanto noi non rilanciamo l’economia. Il problema è che dopo aver firmato il “Fiscal compact” l’Italia non poteva che agire così. Vanno discusse ora le alternative, che cosa fare, ma non c’entra niente essere finiti in un vicolo cieco o ridurre gli sprechi. Oggi si può cambiare ciò che è stato deciso, comunque è importante “informare”. Forse è giunto il momento di passare in Italia a una valuta parallela. Non si tratta di uscire dall’euro, si tratta di affiancarlo con una nostra valuta, che possa essere emessa dalla Banca d’Italia senza pagare alcuno scotto ad altre nazioni; possiamo continuare a chiamarla “lira” e scambiarla liberamente con l’euro. Tecnicamente significa liberare i consumi interni e rilanciare l’economia senza alcun costo per i cittadini.

  30. Carletto ha scritto:

    Come si fa ad aderire ad a collaborare con ConfAPRI?

    • direzione confapri ha scritto:

      Vedi sopra ed all’interno di questo BLOG tutte le indicazioni; basta che lasciate un commento o contributo

  31. Roberto ha scritto:

    È credo che si debba pacatamente parlare anche di giudizio, pacato ma giuridico, su chi debba pagare l’enorme debito che una politica sprecona e scellerata ci propina da decine d’anni

  32. Paolo Bonacchi ha scritto:

    Ho ascoltato l’interevento di Massimo Colomban su Canale Italia di oggi. Complimenti. Credo di dover aggiungere che in Italia niente potrà cambiare senza cambiare la forma di stato e di governo: da Stato unitario sovrano accentrato o Costituzionale, a governo Federale (ovviamente il federalismo a cui mi rifereisco non ha alcuna relazione con il federalismo fiscale o quello della lega). Penso che su questo argomento si possa discutere con reciproco vantaggio.

  33. GIOVANNI ha scritto:

    Ciao a tutti le premesse ci sono tutte, vorrei sapere chi sono i promotori e i rappresentanti con cui dialogare sul territorio.
    Un grazie affettuoso

  34. Alberto Passu ha scritto:

    Mi fa piacere essere con Voi in questa missione! farò proseliti e lo diro a tanti miei amici

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