Imprese

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*I dati rappresentano una media e non specifiche tipologie

 

Perché le imprese in Italia sono tassate pesantemente? Perché non snelliamo leggi e procedure riducendo la burocrazia che ci costa un giorno a settimana in adempimenti? Perché le nuove imprese e i loro soci e finanziatori non hanno, come in molti paesi OCSE, un’esenzione dalle tasse nei primi anni?

L’impresa, con i propri imprenditori e lavoratori provvede ad oltre il 95% delle finanze di una nazione: senza imprese non ci sarebbe né stato, né democrazia, né socialità o servizi! Perché le APRI – Attività Produttive Italiane vengono così maltrattate? Perché abbiamo delegato senza verificare? Hanno prodotto leggi, burocrazia e tasse caricandocele sulle nostre spalle. Con questo blog gli esperti di ConfAPRI manterranno una vigilanza costante, un faro, sulle proposte e soprattutto sulle attuazioni di leggi in favore delle APRI, e quindi nell’interesse di tutti i cittadini.

Gli esperti ConfAPRI vogliono contribuire alla soluzione con concrete proposte di legge! Noi APRI rinunciamo a 30 miliardi di incentivi annui e siamo disposti a contribuire acquistando fondi quotati del patrimonio statale per la riduzione del debito a condizione che il Governo si modernizzi!

Fate le vostre considerazioni sulla vignetta, e portate gli esempi delle vostre aziende.

 

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Innovare: il punto di vista in 60” di ciascuno dei maggiori protagonisti del Technology Forum 2013 a CastelBrando vedi video

 

 

Maurizio Zamparini (Movimento per la Gente)

“Da troppo tempo ormai leggo negli occhi della gente la tristezza, la disillusione, la disperazione di sentirsi soli. Da troppo tempo nella loro mente la delusione per promesse non mantenute, per aiuti non dati, per libertà individuali calpestate, per famiglie sull’orlo della disperazione delle povertà, senza un barlume di luce nel futuro dei figli: tutti pensieri che finiscono per stringere il cuore e generano risentimenti e odio. Ma sento da tempo dalla gente dapprima un brusio, poi una voce sempre più forte che dice: BASTA. […] torniamo noi gente, protagonisti del cambiamento e del nostro futuro.

[…] Cominciamo da oggi il cammino: tutti insieme per non sentirci soli, un cammino lungo e difficile perché il bene, quello vero, quello di tutta la gente, ritorni nelle nostre case e nei nostri cuori: l’amore.”


Massimo Colomban

“…ogni cittadino, soprattutto chi opera e lavora onestamente in Italia, ha il diritto e dovere di vedersi rappresentato e di vedere difesi i valori fondanti della nostra repubblica. L’art.1, che valorizza il lavoro e l’intraprendere come pilastri del nostro Paese, oggi è trascurato o dimenticato da troppi politici. Per mantenere una democrazia bisogna non solo delegare ai politici l’amministrazione, ma soprattutto monitorare il loro operato e contribuire con le nostre idee, come è giustamente fatto qui in ConfAPRI.”
 
 Massimo Colomban è un imprenditore che è dovuto andare all’estero per poter sviluppare la propria azienda, la Permasteelisa, leader nelle architetture monumentali nel mondo. “Sono dovuto emigrare per far crescere la mia impresa; non voglio che i giovani e le mie figlie debbano fare lo stesso, a causa di un ambiente corrotto e politicizzato che impedisce ai talenti di lavorare e di affermarsi con etica e libertà.”
Massimo Colomban è il Fondatore ed è stato Presidente del gruppo Permasteelisa dal 1974 al 2002; è stato Presidente di “Sviluppo Italia Veneto”, “Invitalia”, “VEGA PARK Venezia”. È stato docente al “Politecnico Leonardo Milano” ed è stato membro del Board di Harvard (USA) e nel Board di GehryTechnologies (USA).
Ha acquistato, restaurato e rilanciato CastelBrando ed altre società nazionali ed internazionali.
Dal 2007 è primo Console Onorario d’Australia in Venezia, è stato Comandante Onorario USAF Aviano, 724th AMS. Da settembre 2012 è advisor e Civic Leader nell’ Air Mobility Command, in Scott, Illinois (Comando globale delle Forze aeree USAF).
Attualmente è Angel Investor (l’investitore) per giovani talenti, Start Up e imprese innovative, attraverso IBAN & IAG – Italian Angels for Growth e direttamente con la Quaternario Investimenti spa e con i fondi NEIP, FININT.it.
 
 
Massimo Codato (è stato presidente delle PMI in Unindustria – Confindustria – Venezia, fondatore ed AD in altre aziende)
 
“…. L’impresa italiana ed i lavoratori hanno un forte bisogno di tornare ad essere competitivi;  sappiamo che il momento è difficile ma la deindustrializzazione in atto ci impone di agire con immediatezza; la tassazione sulle imprese e sui lavoratori pesa come macigni e la aggregazione fra reti di imprese deve essere favorita e facilitata anche con specifiche leggi…”
 

50 reazioni a Imprese

  1. IVANO ha scritto:

    In questi giorni mi trovo in contrasto con la banca di fiducia e non dico quanti problemi mi sta creando dalla chiusura dei conti correnti a dei dispetti che hanno dell’incredibile vogliono la chiusura a tutti i costi cose dell’altro mondo dove andiamo a lavorare se tutti chiudono le aziende? siamo veramente in un caos in cui la banca ci guadagna veramente tanto

  2. mc ha scritto:

    EUROPA, EURO & SOVRANITA’ MONETARIA: la posizione della Rete SI http://www.sisalviamolitalia.it : 1° risanare il paese, contestualmente attuare un “Piano B “ per il rilancio immediato dell’economia; BASTA con l’espropriazione dei beni dei cittadini attraverso tasse che vanno sempre più ad ingrassare la Casta, la Germania e la Bisca Finanziaria Internazionale

    Tutti vogliamo rimanere in Europa, con la libera circolazione delle merci e persone, purchè siano rispettati e salvaguardati i diritti di tutte le sue comunità, senza forzature, senza immigrazioni di clandestini, ma con una gestione professionale di lavoratori adeguati e preparati. L’Europa che tutti vogliono è quella che deve difendere le produzioni nazionali, le caratteristiche regionali dei prodotti, agricoli, artigianali, del Made in Italy ecc… regolando le importazioni selvagge che uccidono produzioni nazionali relegandoci a diventare sempre più estero dipendenti.

    Si all’Europa delle genti, dei lavoratori e talenti, dello sviluppo sostenibile ed autosufficiente (Energetico, Agricolo, Infrastrutturale) No alla sudditanza o dipendenza di prodotti alimentari, farmaceutici o industriali che impoveriscono gli stati ed i cittadini.

    Si ad un a moneta comune solo se a gestirla sono i governi eletti dai Cittadini, documentati attraverso una informazione libera ed una Giustizia che sia espressione del Popolo e non di una Casta di Potenti; Basta con Caste Politiche, Finanziarie e Burocratiche che tolgono i beni ai cittadini attraverso le tasse per darli alla Bisca Finanziaria Internazionale.

    Si ad uno stato che deve amministrare efficacemente le strutture pubbliche, che non deve spendere più della media dei 5 migliori paesi OCSE in Spesa Pubblica (35-40% del PIL); Fuori lo stato da molti dei 48.000 Enti e Partecipate create spesso per dare reddito a politicanti amici: lo stato deve fare da regolatore e controllore e non male l’imprenditore! oggi il 75-80% dell’economia è gestita male, in corruttela, con la politica ed è anche per questo che andiamo male; le infrastrutture e servizi non siano mai venduti ma dati in concessione “in gestione competitiva” evitando monopoli o posizioni parassitarie! devono ritornare in gara ogni 5 anni al miglior offerente permettendo così un risparmio certo sui servizi al cittadino.

    Primo quindi dobbiamo risanare il paese, riportare la spesa al max 40% del PIL, rilanciare la produzione (imprese e lavoro) riappropriandoci della Stampa Moneta per avere le risorse a rilanciare il paese; Con un Paese Risanato ed industrialmente forte non sarà un problema dentro o fuori dall’euro: saremmo comunque forti! ed un paese che ambisce a diventare forte, non deve avere paura della Germania, della Casta o della Bisca Finanziaria Internazionale che va subito fermata! approntando una nuova politica più democratica, più ETICA e trasparente, con persone pulite e competenti, se vogliamo rimanere un paese libero!

  3. Alfieri-Marco ha scritto:

    Un recente studio pubblicato su TRECCANI evidenzia come il netto reddito di un tedesco sia il doppio di quello italiano; ma la sorpresa è che la tassazione finale, quella totale, sul reddito del cittadino in Italia è il doppio della Germania ! INAUDITO

  4. Martin Pescatore ha scritto:

    Forse metteranno anche la webtax… praticamente stanno praticando l’eutanasia alle imprese. Ci stanno staccando la spina

  5. Giuseppe M. ha scritto:

    Gli imprenditori sono alla canna del gas, le imprese falliscono, equitalia ci tartassa e lo stato brinda con i nostri soldi. Io mi vergogno di essere italiano!

  6. Massimo L. ha scritto:

    La giustizia è lenta, la burocrazia uccide ogni impresa sul nascere, la politica è ferma e ristagna sui propri errori. Non possiamo tirare ancora per tanto… è questo il vero problema

  7. Marco L. ha scritto:

    Ma da un paese che “assolve” (dare fiducia è fin troppo signorile) la ministra dell’ingiustizia cosa ci aspettiamo? che diano fiato alle imprese o che addirittura finanzino nuovi progetti? Il senso di nausea prevale…

  8. Vincenzo C. ha scritto:

    Voglio raccontare la mia esperienza. Ho un’idea, credo anche innovativa. So perfettamente come svilupparla. Ho bisogno di un finanziamento. Sono stato in banca e mi hanno praticamente riso in faccia… ho chiesto alle finanziarie e neanche a parlarne. A chi devo rivolgermi? agli usurai?

  9. Franco 1961 ha scritto:

    Vogliamo parlare di quanto complicato sia sopravvivere con le attuali tassazioni? Il problema non è solo delle imprese ma anche dei lavoratori. I lavoratori autonomi, per esempio, vengono tartassati… ti passa davvero ogni fantasia in questo Paese

  10. Paride Vessi ha scritto:

    I dati Istat non vengono confermati dal ministro dell’economia. Allora, qualcuno può spiegare al ministro la differenza tra il formulare un’opinione e i dati forniti dall’Istituto nazionale di statistica??

  11. gianni r. ha scritto:

    Sicuramente uno dei tanti errori commessi è stato l’euro che ci ha resi tutti, imprenditori e lavoratori, schiavi dell’europa, delle banche e dei paesi come germania e francia

  12. Dario d ha scritto:

    sempre più convinto che ci voglia una bella tabula rasa della politica

  13. Melania T. ha scritto:

    Ho un’azienda che sta per chiudere. Il lavoro, i sacrifici, di mio padre stanno per finire buttati al vento. Non posso credere che quanto sia stato costruito in 50 anni sia stato distrutto nel corso di pochi mesi.

  14. Alessandro Futierez ha scritto:

    Ho un’impresa con 35 dipendenti nei servizi alberghieri e ristorativi; fra balzelli e tasse ho pagato l’82% di tasse allo stato! Ma come fanno i politici e burocrati pensare che ci sarà sviluppo imprenditoriale in Italia? Capisco chi si suicida ma direi capisco meglio quelli che si ribellano! Ci vorrebbe uno sciopero fiscale, a questi livelli nessuno dovrebbe più pagare, ma ti arrivano alla casa con la finanza e non ti lasciano vivere più … È una disperazione, veramente !!!

  15. Federico ha scritto:

    Fare Impresa in Italia deve essere possibile. Altrimenti si va contro la costituzione. L’italia è fondata sul lavoro: quale?

  16. Francesco F. ha scritto:

    Le tasse ci stanno uccidendo. Io sto seriamente meditando di andare all’estero come tanti altri hanno già fatto. A fondo non ci voglio andare

  17. Luigi M. ha scritto:

    Interessanti proposte di legge, avete nuove azioni di mettere in campo in quest’autunno?

  18. Ernesto ha scritto:

    Già, chi si beve la nostra liquidità? Sono un imprenditore, fatico a portare avanti la mia attività: lo Stato mi impone le tasse, i miei clienti non pagano… come faccio?

  19. Mario C. ha scritto:

    Letta annuncia che varrà la pena investire in Italia per gli imprenditori http://www.corriere.it/politica/13_agosto_17/letta-piu-fiducia-noi-stessi_465360ec-0719-11e3-9c6f-1ce18bc58c39.shtml ma sarà così?

  20. Perlato Gino ha scritto:

    Sono un aderente a Confcommercio e non tollero più che la nostra associazione stia con le mani in mano, parlando e tollerando un governo che, indifferentemente di destra o sinistra, fa morire l’economia a forza di tasse!!!
    Come faccio ad aderire alla Vs. Associazione, lasciò i vecchi baracconi che non concludono nulla e spalleggiano governi morenti, fatti di mummie e persone poco corrette

  21. Artico ha scritto:

    Ma chi ha tollerato continue leggi cvhe hanno ingessato le nostre imprese fino a farle morire!!! le nostre associazioni Confindustria, Confcommercio, ConfArtigianato ed altre hanno lasciato che dei politici spreconi incrementassero le tasse alle PMI creando invece una serie di leggi che tutelano le grandi imprese, le quali ci succhiano oltre 30 miliardi di soldi pubblici in incentivi che il governo ha dato loro, ed a pagare sono solo le PMI che hanno una tassazione del 70% ed a questo si aggiungono tutta una serie di balzzelli e burocrazie che ci costringono a lavorare un giorno alla settimana per compilarle… altrei costi quindi! ma quand’è che gli imprenditori si svegliano e la smettano di finanziare questi carozzono dove vivono allegramente direttori e funzionari con stipendi d’oro!!! associati, imprenditori, aprite gli occhi fatevi dire quanti soldi costano alle Vs. associazioni i direttori, quanti soldi spendono in missioni, spesso inutili, per un chiacchericchio falso ed inutile che dura da decenni… fatevi dire cosa costano le grandi convention che sono solo uno specchietto per voi che siete trattati come allodole… e voi ci cascate perchè andate numerosi a sentire i soliti discorsi da 20, 30 o 40 anni… SVEGLIATEVI CARI COLLEGHI IMPRENDITORI.. meditate meditate …. se vale la pena versare i contributi in questi terribili momenti

  22. Lorenz l'Australiano ha scritto:

    LA RICETTA ECONOMICA DEL GIAPPONE

    Negli ultimi tempi, ho dedicato il mio tempo a scoprire le ragioni del miracolo giapponese che con il doppio del Debito Pubblico rispetto all’Italia, ma con propria sovranità monetaria se la gode alla grande !!! Noi, privi di Sovranità Monetaria, strangolati dalla Merkel, Euro, Spread e dalla BCE che definisco “banca privata incurante del benessere dei popoli” affondiamo inesorabilmente !!!!
    Le ragioni, a mio parere, le ho esaminate dettagliatamente :
    Quando la BCE compra sul mercato, stampa denaro per farlo, però, contemporaneamente lo “sterilizza”. L’operazione consiste nel fatto che la BCE emette un titolo a breve (pronti contro termine) per drenare liquidità dal mercato a un tasso molto basso (ora è lo 0,4%), con cui copre l’emissione di moneta fatta per l’acquisto di BTP.
    Poi se vende il titolo remunera il PT effettuato, altrimenti lo rinnova finchè non lo vende. In questo modo la BCE fa da Hedge Fund, visto che si indebita allo 0,4% e prende i titoli al 7%.
    Il teorico ricavo farà parte dei suoi utili che andrà a distribuire tra tutti i membri della BCE, principalmente, quindi…….indovinate chi? I TEDESCHI !!!!.
    Insomma STIAMO FINANZIANDO LO STATO TEDESCO…… Comunque, all’ultima asta, la BCE non è riuscita a sterilizzare tutti i 206 miliardi che doveva, ma solo 197…. ne mancano 9, e non si sa che succede, in pratica la BCE è in una situazione di violazione del trattato in questo momento !!!
    Ma queste cose il nostro governo di “larghe pretese” le ha discusse in Convento o si continua a parlare di Berlusconi se è colpevole o no?

  23. Belzebu23 ha scritto:

    Ma perchè le imprese di ricerca e sviluppo, incluse le start up, sono tassate da IRES, IMU, ed altri mille balzelli???
    Chiedete ai governanti quale è la logica che hanno adottato; sono curioso di vedere la risposta incostituzionale!!!

  24. Domenico ha scritto:

    Non dobbiamo però fare di ogni erba un fascio; ci sono associazioni snelle ed efficienti ed altre che sono scaldasedie pieni di belle segretarie: dobbiamo pretendere anche dalle nostre associazioni maggior esperienza anche sugli stipendi dei direttori e sulle spese delle segreeterie ed uffici, a mio parere troppo allegre

  25. Anselmo ha scritto:

    Finalmente anche confindustria ed i sindacati hanno capito quello che confapri dice da mesi: non ci sono differenze fra imprenditori e lavoratori, finalmente tutti stanno capendo che siamo sulla stessa barca, che sta andando a fondo, e che possiamo salvare solo se ci tiriamo su le maniche tutti insieme, tutti insieme inclusi i nostri rappresentanti che devono tagliare costi e strutture gigantesche ed inutile; dobbiamo tornare snelli ed efficienti tutti, ns. Rappresentanti compresi

    • roberto antognarelli ha scritto:

      Parole sante Anselmo, semmai si debba rilevare un conflitto di interessi questo è tra coloro che producono la ricchezza (datori e lavoratori) e coloro che campano con la ricchezza prodotta dai primi.

  26. Anselmi Bernabe ha scritto:

    Finalmente anche confindustria ed i sindacati hanno capito quello che confapri dice da mesi: non ci sono differenze fra imprenditori e lavoratori, finalmente tutti stanno capendo che siamo sulla stessa barca, che sta andando a fondo, e che possiamo salvare solo se ci tiriamo su le maniche tutti insieme, tutti insieme inclusi i nostri rappresentanti che devono tagliare costi e strutture gigantesche ed inutile; dobbiamo tornare snelli ed efficienti tutti, ns. Rappresentanti compresi

  27. Marino B. ha scritto:

    I nostri governanti non dovrebbero essere pagati, non dovrebbero prendere gli emolumenti se non risolvono i problemi dell’Italia; anzi dovrebbero essere remunerati in proporzione a quanto cresce il reddito dei cittadini e quando, come in questi anni, il reddito dei cittadini scende, la percentuale per loro deve scendere moltiplicata x 10 volte: solo così si metteranno a produrre ed a lavorare, anziche bisticciare e parlare o cercare le loro poltrone. IL PARLAMENTO DEVE CAMBIARE SUBITO..

    • caterina ha scritto:

      assolutamente giusto! se faccio male il mio lavoro io ne pago le conseguenze. loro non pagano mai, vada come vada paghiamo sempre noi.

  28. Travaglino ha scritto:

    L’IVA allo stato va versata quando incassata; il Made in Italy va usato solo per quei prodotti che sono almeno al 90% prodotti in Italia, da manodopera italiana; tutti i pagamenti devono essere regolati per legge entrò 60 gg (sopratutto dallo stato) Introducete queste norme per favore.

  29. Mariafranca ha scritto:

    Seguo molto internet, e sento molte proposte lucide e concrete dai semplici cittadini. MA I NOSTRI RAPPRESENTANTI DI CATEGORIA, DOVE SONO? Confindustria=scaldacareghe?, confartigianato=scaldacareghe?, confcommercio= scaldacareghe? SIGNORI, TOGLIAMOGLI LA CAREGA DA SOTTO IL C…O e facciamoli stare tutti in equilibrio su uno sgabello a 1 solo piede, così se si distraggono un poco, o se si addormentano fanno un bel tonfo!!

  30. Davide ha scritto:

    navigando nel web mi sono imbattuto per caso nella proposta di Marco Cattaneo. Per detassare il lavoro lo stato potrebbe emettere dei titoli di credito d’imposta in modo da non rinunciare alle risorse che al momento sono necessarie. L’ipotesi è che lavoratori e imprese continueranno a versare i contributi normalmente ma si vedranno assegnare un titolo di credito verso lo stato incassabile a distanza di un dato periodo (2 anni p.e.). Così le casse dello stato non dovranno privarsi delle risorse necessarie mentre lo faranno in un momento futuro quando la ripresa dell’economia lo consentirà (2 anni p.e.). Si aggiunge poi che naturalmente tali titoli potranno essere scontati in banca ad un tasso di mercato così da generare anche la ripresa dei consumi.

  31. Bert Gasser ha scritto:

    Ma come è possibile fare impresa in Italia con tutti i burocrati e funzionari corrotti che ci mettono tutti i bastoni per le ruote ed i politici che pensano solo alle poltrone; avevo aperto una impresa in Italia ma me ne sono pentito! il vostro paese sembra che odi chi lavora o fa impresa, dovete cambiare la classe politica corrotta!

  32. Lucia_DC ha scritto:

    Mio marito aveva un’azienda. Purtroppo da poco è stato costretto a chiudere, a mandare a casa i suoi 12 dipendenti e a vedere svanire nel nulla il lavoro di una vita. Ora facciamo meglio che possiamo per vivere dignitosamente. E lo Stato cosa fa??? È anche colpa dello Stato se mio marito, e molti altri imprenditori come lui, hanno fatto questa fine.

    • Andrea cervellin ha scritto:

      Il problema e’ che molti imprenditori che chiudono , molte volte lo fanno in maniera non proprio corretta. È’ facile capire che in molti casi molti imprenditori approfittano della situazione , optono per un concordato , puliscono l’azienda e ripartono.
      È’ inammissibile che : 1) si possa fare un concordato con percentuali RIDICOLE che possono arrivare al 5% .
      2) che se esiste un’azione legale che magari dura da tempo , e l’azienda debitrice decide di fare un concordato , la stessa diventa “INTOCCABILE”.
      3) assurdo che se un cliente non paga le azioni legali diventano lunghissime , onerose e molte volte infruttifere.
      4) che le banche in azioni di recupero sono sempre avvantaggiate!
      SOLUZIONI:
      1) i concordati non possono essere inferiore al 70%
      2) in caso di contestazione , prima si paga il fornitore e poi si intraprendono vie legali
      3) le banche devono avere in caso di azioni legali di recupero gli stessi diritti della mia piccola srl!!!!!

      TROPPI IMPRENDITORI SE NE STANNO APPROFITTANDO , SALVANO I LORO CAPITALI E AFFOSSANO LE IMPRESE!!!!

      ANDREA

  33. Denis ha scritto:

    Davvero complimenti a Francesca Salvador, che ho personalmente seguito alle sue conferenze e che porta avanti battaglie dal mio punto di vista pienamente condivisibili e che in questo intervento dal lato economico sono visti solo la superfice, pieno appogio a lei, tra l’altro sempre più bella !

  34. Angelo ha scritto:

    Francesca Salvador
    Ho seguito la trasmissione Servizio Pubblico con l’intervento a sorpresa della Signora Francesca Salvador; dico a sorpresa perchè da tempo ormai immemorabile non sentivo un intervento così lucido, così sintetico e così realisticamente attuale che ha visto la Signora Salvador uscire vincente dalla serata. Talmente vincente per me che da anni non voto più, che l’ho proposta sul mio profilo Facebook quale prossimo Presidente del Consiglio, tanto convinto che tornerei a votare; ovviamente per Lei.

  35. Marina ha scritto:

    Ho un ristorante ed i costi del personale superano il 50% del mio fatturato; questo 2012 chiuderò in perdita, nel 2011 ho pagato l’82% di tasse e tributi, ma Confcommercio cosa fa? Dormono sulle loro poltrone? Oltretutto pagate anche queste con i nostri contributi!

  36. Ernesto ha scritto:

    In un paese in cui la pressione fiscale supera ormai il 50% gli imprenditori hanno bisogno di disponibilità di capitale a costi decenti e di un clima meno assurdo per chi intraprende. Se lo stato strozza sul nascere qualsiasi impresa con la burocrazia, i costi amministrativi, le tasse abnormi, il mercato del lavoro sempre più rigido, che speranze restano?

  37. Marcia ha scritto:

    Stanno distruggendo l’impresa e non se ne accorgono; basta con i professori e basta con i politici corrotti

  38. Rita ha scritto:

    Mio padre ha una piccola impresa e fa tantissimi sacrifici per resistere in questo periodo di crisi. Se solo lo stato ci lasciasse qualcosa di più di quello che ci guadagniamo col sudore (e che ci spetterebbe di diritto) la vita per tutti sarebbe molto più semplice, e non si sentirebbe più parlare di suicidi e disperazione.

  39. Rinaldo Soligon ha scritto:

    ragazzi qui si fa sempre più dura, non lo so Voi ma nella mia azienda il fatturato cala ogni mese e diventa sempre più difficile far quadrare i conti, altro che ripresa, a me sembra che stiamo andando alla completa deriva se non peggio; dobbiamo far qualcosa o uno sciopero noi imprenditori, senza più aspettar tanto

  40. Michele Guizzo ha scritto:

    Io credo che il nostro vero problema, sia la moneta; la moneta unica secondo me è un fallimento. Fin che viviamo in uno stato che chiede prestiti a degli strozzini a bruxelles invece di autofinanziarsi da solo non possiamo risolvere niente. Torniamo ad una banca d’italia, ma, con una visione “etica” del credito. Per “etica” voglio dire che per la prima volta, anche delle persone nuove e giovani dovranno avere il loro diritto ad esprimere giudizi sulle nuove idee da finanziare. In questo paese ci hanno rubato i soldi, ma non ci hanno ancora rubato il nostro ingegno e le nostre idee.

  41. Massimo Lionello ha scritto:

    Penso ad un governo regionale in cui trovino spazio i rappresentanti dei movimenti e delle associazioni, dei rappresentanti della società civile e delle forze imprenditoriali. Noi rappresentiamo l’avamposto di ascolto per i bisogni e per le aspettative della gente.

    Non si salva la Nazione uccidendo le imprese.
    Oggi le azioni dello Stato sono come veleno per l’impresa e il cittadino.

    Sembra, badate bene dico sembra, anche se in realtà ormai ne abbiamo la certezza, che tutte le azioni dei nostri “governanti” e dei loro accoliti, siano questi di destra o di sinistra poco importa, sono mirate a far scomparire le piccole e medie imprese.

    E’ ormai chiaro a tutti che il troppo elevato livello della tassazione raggiunto in Italia non salverà la Nazione e i suoi cittadini, anzi sprofonderà il nostro paese e noi con lui, in una recessione mai vista, dalla quale difficilmente riusciremo ad uscire. Certamente non ne usciremo grazie alle azioni di questo Governo.

    Eravamo la quinta nazione più industrializzata del mondo, in pochi mesi siamo passati all’ottavo posto dietro al Brasile, nazione a cui pochi anni orsono prestavamo denaro.

    Eravamo la quinta nazione più industrializzata grazie a quelle piccole e medie imprese che danno da mangiare alla stragrande maggioranza degli Italiani, quelle piccole e medie imprese che hanno costruito i capannoni e li hanno usati, perché bisogna che ce lo ricordiamo…. Noi, specialmente qui nel Nord Est e nel Friuli, non siamo figli della Fiat e neppure dei Ministeri Romani. Siamo figli del lavoro e del progresso sudato e sofferto.

    Non dobbiamo dimenticare che siamo noi invece che manteniamo chi oggi cerca di uccidere la nostra iniziativa imprenditoriale. Ricordiamoci che l’unica grande azienda che avevamo sul territorio è stata regalata agli Svedesi, sempre grazie ai buoni uffici dei nostri governi.

    Le piccole e medie aziende sono la vera ricchezza della nostra Regione e del nostro Paese. Sono il tesoro che ha generato lo sviluppo della Nazione, dal dopoguerra e fino a pochi anni orsono. Poi è iniziato il declino. Da quando a furia di farci mettere le mani in tasca dal governo per prendere i pochi spiccioli rimasti, abbiamo trovato solo polvere.

    Le piccole aziende sono il salvadanaio d’Italia. Dove tutti hanno attinto a man bassa.

    Cammuffando il ladrocinio di Stato, con necessità strategiche per la salvaguardia della Nazione, in realtà hanno salvato le banche e la costosissima struttura dello Stato e i faraonici stipendi dei vari dirigenti.

    Quello stesso Stato che di fatto è diventato il nostro socio occulto, quello che si mangia gli utili delle nostre imprese.

    Pare proprio che ci sia una precisa volontà politica di annientare tutta la piccola imprenditoria, quella che paga le tasse, quella che comunque denuncia i propri redditi anche se non è in grado di pagare. La piccola imprenditoria che viene fatta passare per bieco evasore.

    Quella che anticipa l’Iva allo Stato, senza neanche sapere se mai la incasserà dal suo cliente.

    Quell’imprenditoria capace di realizzare prodotti meravigliosi che tutto il mondo ci invidia e ci copia e che ai nostri governi non interessa proteggere.

    Quella piccola imprenditoria che non alza la voce contro la banca, altrimenti “l’istituto” ti uccide, non ti finanzia, ti affama e ti lascia sul lastrico e con te i tuoi dipendenti, che il più delle volte sono amici fraterni, piuttosto che prestatori d’opera.

    Quella piccola imprenditoria che viene fagocitata delle grandi multinazionali a cui i prestiti a tasso agevolato e con le garanzie della politica, vengono concessi con tante scuse per aver impiegato qualche minuto di troppo nell’erogazione del prestito.

    Le grandi aziende e le multinazionali che quando falliscono, il buco finanziario generato viene ripianato con le lacrime dei contribuenti, sicuramente non con i soldi delle banche.

    Opprimendo l’intera popolazione con tasse, gabelle e controlli sulla spesa che neanche in uno Stato come quello Siriano si sognano di applicare. I nostri governanti i funzionari dello Stato e i banchieri stanno uccidendo quel flebile anelito di libertà imprenditoriale che ancora ci era rimasto.

    Il peso della burocrazia, la totale deregulation del commercio, l’impressionante stretta attuata con le nuove norme sul lavoro, i mancati controlli sulle attività gestite da stranieri, i costi sempre più alti, l’incertezza dei pagamenti, il Sistri, il Rae, il Conai, ecc ecc. le norme sulla privacy, la 626 e tutti i suoi derivati, l’impennata dei carburanti, l’aumento dell’iva, l’obbligo anche per i pensionati di aprire e usare il conto corrente, l’obbligo sopra i trecento euro di usare la moneta elettronica, cade sulle nostre imprese come una goccia continua che scava la roccia.

    Una goccia venefica che avvelena il cuore pulsante dell’Italia. Quel cuore che dalla fine della guerra ha portato benessere generalizzato, che ha permesso che regioni come Veneto, Lombardia, Emilia, Piemonte, Friuli ecc. potessero contribuire finanziariamente anche alla vita di altri Italiani residenti in regioni più “svantaggiate”.

    Che queste regioni “svantaggiate” poi se ne siano approfittate …è un altro discorso, ma ben fa capire che senza onestà e capacità amministrativa, senza lungimiranza politica senza essere stati a fianco della gente e dell’imprenditoria, senza averne capito problemi e necessità, di quei governanti non sappiamo proprio più cosa farcene.

    Se è vero che per lo Stato è molto più facile controllare poche grandissime aziende, è altrettanto vero che è un sistema che ha già fallito in passato. Basta guardare alla storia della Russia. Alla corruttela nelle grandi aziende di Stato, ai costi dei loro fallimenti che ancora oggi ricadono sulle nostre spalle. Alla mancanza di controllo sulle banche che finanziano personaggi come il sig. Tanzi della Parmalat, o porcherie come Cirio.

    Banche che per salvarsi, inducono ignari e inermi correntisti ad investire sui titoli velenosi.

    Non sono i mastodonti del commercio, della produzione o le grandi multinazionali che producono benessere. Queste strutture concentrano il denaro e il potere nelle mani di pochi.

    Sono la fantasia, la caparbietà, la collaborazione tra gli uomini, il cuore e l’anima del piccolo imprenditore, il cui denaro rimane sul territorio dove viene diffuso e che sarà reinvestito, a far prosperare tutti noi diffondendo il benessere.

    E’ questo che ci vogliono togliere, ciò che ci ha portato ai più alti livelli di benessere, ora vogliono togliercelo per salvare le banche, malgestite, male amministrate e conniventi con i detentori dei grandi capitali. Tutto questo per giustificare scelte politiche e finanziarie che noi cittadini mai abbiamo avvallato o condiviso.

    Nel medioevo il gabelliere del Re girava tra i villaggi con il suo seguito di scherani, per riempire i forzieri del signore di turno.
    Oggi il nostro Stato si è evoluto e modernizzato, abbiamo fatto un passo in avanti, non aspettiamo più il Gabelliere nella piazza del paese. Andiamo noi da lui, servili e rassegnati nelle sedi di Equitalia a versare, meglio, a farci rubare quel poco che ci rimane per sopravvivere.

    Equitalia, organizzazione…… sui cui atti abbiamo molto da dire.

    A cominciare dal fatto che il comune cittadino che è sovrano nella sua terra, abbia bisogno di aiuto, contro una emanazione di quel governo e di quella politica, i cui rappresentanti sono da lui eletti e che lo dovrebbero tutelare ed aiutare.

    Ecco perché oggi presentiamo una iniziativa che non ha precedenti: il cittadino che aiuta il cittadino contro l’irragionevolezza e l’incapacità del politico e del funzionario di Stato.

    Il movimento per la gente, aiuta il cittadino a resistere alle vessazioni dello stato.

    Aggregando attorno a questa idea i rappresentanti e le associazioni di categoria, la gente comune e tutte quelle persone che sono stanche di essere depredate.

    Perché non accada mai più che un uomo. un imprenditore, un operaio si tolga la vita perché non sa come sbarcare il lunario o come far fronte alle nuove tasse.

    Ci chiediamo però, perché scagliarsi solo contro lo strumento con cui ci stanno affamando, ed agiamo invece contro la causa di questo malcostume. La politica stupida, cieca e spendacciona.

    Non ho mai sentito dire che un politico o un funzionario del ministero si sia tolto la vita perché non sapeva come pagare le tasse.

    E allora uniamoci ed agiamo contro i politici privi di scrupoli che con l’incauto sperpero del danaro pubblico hanno causato la voragine finanziaria che ancora una volta noi poveri sudditi dovremo colmare, attingendo ai risparmi.

    Risparmi sudati e faticati che sono destinati alla nostra vecchiaia o ad accompagnare i nostri figli lungo l’erta china della vita.

    Sarà imperativo quindi, per chi vorrà ereditare il gravoso fardello di guidare la nostra Nazione, attuare nel più breve tempo possibile la madre di tutte le riforme.

    Potrà farlo solamente un governo solido, che non si lasci intimorire dalle urla delle minoranze, o dai ricatti degli stessi alleati che potrebbero comporre assurde coalizioni, cieche, sorde e incapaci di formulare un progetto che sia disgiunto da ideologie sorpassate e dai ricatti di casta.

    Per abbassare il gravame finanziario dalle spalle dei cittadini e delle piccole aziende, c’è una sola via percorribile,….. tagliare.

    Contestando le affermazioni del Capo dello Stato, (lui costa più di tutti gli altri) tagliare a tutti i livelli le spese dello stato, ridurle almeno di un terzo nell’immediato, ma con l’obbiettivo di portarle gradualmente alla metà di ciò che si spende attualmente.

    E per attuare ciò, voglio elencare in forma sintetica alcuni dei punti della riforma che noi vogliamo.

    PROPOSTA:
    1) Uscita regolata dall’euro ripresa della sovranità valutaria, con la Nuova Lira.

    2) Diminuzione dei costi dello Stato
    a) Accorpamento dei comuni con meno di 1000 abitanti entro il 2015,
    b) Con meno di 3000 abitanti entro il 2018
    c) Con meno di 5000 abitanti entro il 2021
    d) Riduzione delle provincie e trasferimento competenze a: Comuni capoluogo
    e) Soppressione delle prefetture provinciali (mantenimento di un unico ufficio di Governo nel capoluogo Regionale e piccoli uffici operativi presso ogni capoluogo ex provincia)
    f) Totale soppressione degli enti inutili, e delle cariche connesse,
    g) Riduzione del nr dei parlamentari al 50% di quello attuale
    h) Compensi ai parlamentari tutti in busta paga e omnicomprensivi (dettagli leggibili e confutabili)
    i) Contributi INPS a chi eletto a tempo pieno da Comune in su.. (se sospende attività primaria per dedicarsi a tempo pieno a quella amministrativa)

    3) Iniziative in campo economico e fiscale
    a) Razionalizzazione di tutto il patrimonio immobiliare non artistico, con la vendita di tutto ciò che rende meno dei tassi di costo dell’indebitamento pubblico
    b) l’iva da versare per chi non è consumatore finale verrà versata direttamente allo Stato, sulla base del venduto mensile.
    c) Abolizione del sostituto d’imposta.
    d) Come stabilito per i privati in base al codice civile, così si potranno compensare i crediti ed i debiti verso lo Stato

    4) Scuola
    a) Incentivare la formazione scientifica, informatica e linguistica
    b) Incentivare le scuole tecnico-professionali
    c) Numero chiuso alle università
    d) Alcuni insegnamenti solo in inglese che deve diventare una seconda lingua madre
    e) Reinserimento già alle elementari e fino al termine della scuola secondaria di: educazione civica
    f) Estensione dell’orario di studio sino alle ore 17 fino alla media inferiore (refettorio)

    5) Giustizia
    a) Intentare causa avrà un costo. Almeno 2000 €. Se si conclude alla prima udienza si restituisce il 75%, se si conclude entro la terza si restituisce il 50%. Questo incentiva veloci conclusioni. Tutte le spese sono a carico del soccombente. Se il querelante non si presenta in aula, soccombe automaticamente.
    b) Gli avvocati saranno pagati in base al valore della causa e non in base alla durata della stessa, se l’avvocato sa che quella comunque renderà una cifra predeterminata sarà portato a concluderla presto
    c) In caso di errore del magistrato di fronte a comprovata responsabilità dovrà pagare personalmente il danno causato, a decidere sarà una commissione i cui membri non possono essere magistrati o ex magistrati. (potrà assicurarsi)
    d) Separazione delle carriere tra Giudici e pubblici ministeri.
    e) I primi verranno eletti (da chi?) a seconda del livello di appartenenza ogni cinque anni.
    f) I pubblici ministeri rappresentano lo Stato. Sono nominati, sentito il Presidente del consiglio dal Ministro di Grazia e Giustizia al quale rispondono del proprio operato.
    g) Il Consiglio Superiore della Magistratura è l’organo di controllo e sanzionamento di Giudici e pubblici ministeri.
    h) Sono aboliti tutti i privilegi attualmente in vigore all’atto del pensionamento.
    i) Chiunque si trovi in carcere per scontare una pena, sarà chiamato in base alla sua capacità produttiva a lavorare e produrre, per contribuire al proprio mantenimento. Qualora ciò non avvenisse non potrà beneficiare di alcuno sconto di pena. ES. chi è assoggettato a particolari restrizioni come il 41 bis.

    6) Funzionamento dello Stato
    a) Repubblicano con parlamento bicamerale e con compiti distinti;
    b) Elezione diretta del Capo dello Stato
    c) Camera composta dalla metà dell’attuale nr di Deputati (attualmente 630)
    d) Senato composto dalla metà dell’attuale nr di Senatori a cui si sommano con diritto di voto, ma senza ulteriore compenso, i Presidenti delle Regioni. (attualmente 315)
    e) Abolizione della carica di Senatore a vita
    f) Dimissioni automatiche dell’eletto che abbandoni il gruppo parlamentare o lista con cui è stato eletto, o parimenti, in caso di condanna a seguito di sentenza di primo grado per qualsiasi reato o delitto
    g) Finanziamento delle formazioni politiche solo su base volontaria
    h) Formazioni politiche costituite in Fondazione con proprio statuto, assoggettate alla redazione del bilancio ufficiale come qualsiasi azienda, con obbligo di dimostrare la democraticità della gestione e dell’adozione di qualsiasi provvedimento collegiale interno, nonché della regolarità del tesseramento.
    i) Elezione diretta del Premier.
    j) Il consiglio dei Ministri è composto da non più di 12 ministri e 24 viceministri, è nominato dal Capo dello Stato su indicazione del Primo ministro.
    k) Il Governo sarà di tipo reticolare, a Roma avrà sede Il Capo dello Stato e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per sgravare la capitale dall’eccessivo peso di traffico ecc, ecc, i Ministeri avranno sede nelle principali città Italiane. Es. A Milano dove ha sede la Borsa il ministero Finanze e bilancio. Bologna principale snodo di autostrade e ferrovie Il Ministero delle Infrastrutture. Padova sede della più antica università di medicina il Ministero della salute. Torino Ministero del lavoro, Firenze, Beni e attività culturali, ecc ecc, in connessione tra loro a mezzo reti tecnologiche

    7) Forze di Polizia
    Nel rispetto della storia e delle tradizioni dei singoli corpi di Polizia.
    a) Sarà istituito un unico centralino telefonico di pronto intervento provinciale interconnesso e competente per PS. GDF. CC. VV.FF. CRI. 118. VVUU, Polizia Provinciale Forestale A.D.C (riduzione costi piantone e minore impiego di personale al telefono, maggiore coordinamento)
    b) Eliminazione dei commissariati nelle città con popolazione inferiore a 50.000 abitanti. Potenziamento del presidio dei Carabinieri.
    Potenziamento di Questure e Commissariati nelle città con numero di Abitanti superiore a 50.000
    Alla Guardia di Finanza che sarà smilitarizzata al pari della Polizia di Stato e armata solo in caso di impiego in ordine pubblico, sono affidati oltre alla competenza sui reati finanziari anche il controllo sugli atti degli enti pubblici di qualsiasi ordine e grado. Nonché il controllo sui pubblici dipendenti di qualsiasi ente.
    Ovviamente questi punti sono solo una piccola parte dell’immane lavoro necessario per riportare la nostra Nazione sul corretto binario, sono migliorabili e implementabili, credo siano un punto da cui partire, non sono da considerare come un punto di arrivo.

    • Giorgio ha scritto:

      Caro Massimo, hai dato un contrtibuto molto importante. C’è molto, molto lavoro da fare. Cosa proponi per tutti i pensionati che non arrivano a metà mese con quello che ricevono ? E quelli che non possono pagare una badante e nemmeno la retta di una struttura di accoglienza ?

  42. Ferdinando ha scritto:

    Bravi! Ma le associazioni industriali provinciali cosa fanno oltre che scaldar e tener la carega

  43. Luigi ha scritto:

    Non c’è più accesso al credito per le imprese. In questo momento le banche chiedono solo rientri. Come facciamo rientrare con gli affidamenti, proprio ora che l’economia non gira ? Noi non abbiamo i mezzi per poter pagare i debiti alle banche e lo Stato non ci aiuta. Falliremo e saremo sempre più poveri, poichè graveremo tutti falliti e disoccupati sulla società.

  44. Roberto ha scritto:

    Quando un governo, per favorire la crescita, attua politiche di sconti fiscali, già dimostra di aver sbagliato i regimi fiscali: se il carico fiscale è equilibrato, in linea con i paesi Ocse, non è necessario fare sconti come dei venditori ambulanti.

    • Marianna Lupari ha scritto:

      Lavoro nell’azienda artigiana, settore tessile, di famiglia. Pensiamo di chiudere a fine anno. La concorrenza asiatica, contro la quale nessun Governo hai mai fatto qualcosa, ci ha completamente spiazzati. Se poi aggiungiamo la pressione fiscale e la burocrazia, si capisce che è impossibile proseguire con una attività come la nostra. Un altro made in Italy che se ne va…!!!

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