Statuto dell’associazione Confapri


  1. È costituita una associazione denominata ConfAPRI, Confederazione Attività Produttive Italiane (abbreviata anche in C/APRI o C.APRI o solo APRI) avente sede legale in Cison di Valmarino (TV), Via Brandolini, 29 e sede operativa in San Vendemiano (TV)edificio Q1, Via Friuli, 10. La durata dell’associazione è a tempo indeterminato. L’associazione, non ha fini di lucro e ha lo scopo di rappresentare, promuovere, aiutare a formare/educare tutti i propri associati, tutte le Attività Produttive Italiane, che operano nel territorio italiano. Rappresentarli e relazionarli verso tutti gli enti ed autorità competenti, nonchè verso terzi ed i media nel raggiungimento degli scopi sociali che sono di crescita democratica, civile ed economica nel rispetto dell’etica e socialità. Scopo dell’associazione sarà altresì il creare e gestire siti web e/o strumenti digital-mediali utili o necessari alla creazione della rete fra associati. L’associazione potrà altresì agire come portavoce di rappresentanza civile, sociale ed amministrativa. Attraverso gli stessi strumenti o altri l’Associazione potrà sviluppare, mettere in rete ed a disposizione di tutti gli associati tutta una serie di servizi on line e non, utili o necessari per la crescita culturale e per la diffusione e rafforzamento delle relazioni fra associati. Particolare rilevanza saranno le azioni di rete fra settori omogenei, distretti, meta distretti e filiere produttive ed economiche, la loro aggregazione e crescita sia a livello settoriale, ma anche a livello collaborativo, economico e di realizzazione sociale.
  2. L’associazione è regolamentata dallo Statuto che viene di seguito riportato:

 

TITOLO I
DENOMINAZIONE – SEDE – DURATA – SCOPO

ARTICOLO 1 – COSTITUZIONE

L’associazione è denominata ConfAPRI, Confederazione Attività Produttive Italiane (abbreviata anche in C/APRI o C.APRI o solo APRI).

ARTICOLO 2 – Sede Legale e Sedi operative

La sede Legale è in Cison di Valmarino (TV) via Brandolini, 29; la prima sede operativa è in San Vendemiano edificio Q1, via Friuli, 10.

ARTICOLO 3 – DURATA

La durata dell’associazione è a tempo indeterminato.

L’associazione, che non ha fini di lucro, ha lo scopo di rappresentare, promuovere, aiutare a formare/educare tutti i propri associati, tutte le Attività Produttive Italiane, che operano nel territorio italiano. Rappresentarli e relazionarli verso tutti gli enti ed autorità competenti, nonchè verso terzi ed i media nel raggiungimento degli scopi sociali che sono di crescita democratica, civile ed economica nel rispetto dell’etica e socialità. Scopo dell’associazione sarà altresì il creare e gestire siti web e/o strumenti digital-mediali utili o necessari alla creazione della rete fra associati. L’associazione potrà altresì agire come portavoce di rappresentanza civile, sociale ed amministrativa. Attraverso gli stessi strumenti o altri l’Associazione potrà sviluppare, mettere in rete ed a disposizione di tutti gli associati tutta una serie di servizi on line e non, utili o necessari per la crescita culturale e per la diffusione e rafforzamento delle relazioni fra associati. Particolare rilevanza saranno le azioni di rete fra settori omogenei, distretti, meta distretti e filiere produttive ed economiche, la loro aggregazione e crescita sia a livello settoriale, ma anche a livello collaborativo, economico e di realizzazione sociale.

Per il raggiungimento degli scopi sociali, l’Associazione si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti, così come di collaborazioni saltuarie o continuative regolate dalle leggi in materia e come da successivo art.24.

E’ fatto divieto all’Associazione di svolgere attività diverse da quelle sopra menzionate, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse o che comunque possono, direttamente ed indirettamente, aiutare alla realizzazione dello scopo associativo.

 

TITOLO II
ASSOCIATI

ARTICOLO 5 – ASSOCIATI

Il numero degli associati è illimitato. Possono far parte dell’associazione le persone fisiche, le società, professionisti, artisti, o gli enti interessati all’attività dell’associazione stessa, purchè soggetti che operano, intraprendono o lavorano, e cioè lavoratori dipendenti, privati o pubblici, imprenditori, professionisti, lavoratori delle forze dell’ordine e militari a servizio dello stato e degli enti comunali, regionali o enti ed organizzazioni sovranazionali.

La qualità di socio non può essere temporanea e non è trasferibile.

ARTICOLO 6 – AMMISSIONE DEGLI ASSOCIATI

L’ammissione avviene su iscrizione delle persone fisiche o giuridiche anche semplicemente per compilazione degli appositi moduli ed anche via web purchè in forma scritta e registrata; Le iscrizioni decorrono dal giorno successivo in cui la domanda è spedita via web o dal ricevimento del relativo modulo. All’atto dell’ammissione l’associato è tenuto a versare la tassa di iscrizione, se dovuta o la liberalità così come fissata di anno in anno, dall’assemblea.

Il socio che, per qualsiasi motivo, cessi di far parte dell’associazione non ha diritto al rimborso delle quote ne alla restituzione di altre contribuzioni eventuali ne di quota parte del patrimonio dell’Associazione.

ARTICOLO 7 – OBBLIGHI DEGLI ASSOCIATI

L’associato è obbligato:

– all’osservanza dello statuto, dell’eventuale regolamento interno e delle deliberazioni legalmente adottate dagli organi dell’associazione;
– a partecipare attivamente alla vita dell’associazione;
– a versare, entro il 31 marzo di ogni anno, in un’unica soluzione, la quota minima annuale di associazione nella misura stabilita di anno in anno dall’assemblea o le liberalità a sua scelta;

– a mantenere un comportamento irreprensibile in seno all’associazione, sostenendo le linee di sviluppo e rappresentanza decise dalla direzione, evitando qualsiasi critica, dannosa all’associazione, all’infuori degli organi sociali dell’associazione.

ARTICOLO 8 – PERDITA DELLA QUALITÀ DI ASSOCIATO

La qualità di associato si perde:

– per decesso; o automaticamente se non viene versata la quota annua se dovuta (nessun obbligo viene posto a carico dell’associato, la sua appartenenza all’associazione e libera e volontaria; il non versamento della quota viene automaticamente interpretato come una non volontà ad essere associato e quindi decade automaticamente)

– per dimissioni;

– per esclusione.

ARTICOLO 9 – DIMISSIONI

Le dimissioni devono essere inviate per iscritto a mezzo raccomandata o anche a mezzo e-mail con ricevuta di ricezione; e comunque superato l’anno se la quota non viene versata l’associata cessa automaticamente di farne parte.

ARTICOLO 10 – ESCLUSIONE

L’esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo nei confronti dell’associato che, in qualunque modo danneggi, anche moralmente, l’associazione o fomenti dissidi o disordini tra gli associati, ovvero non adempia agli obblighi, di cui al presente statuto, assunti verso l’associazione, o denigri o contesti polemicamente la linea sociale, politica o di comunicazione della stessa.

L’esclusione può, inoltre, aver luogo per incompatibilità o indegnità e in genere per ogni altro motivo ritenuto grave dagli organi sociali. L’associato escluso e decaduto, non può usare nessun logo o riferimento dell’associazione in nessun luogo pubblico o mediatico.

ARTICOLO 11 – IRRIPETIBILITA’ DEI CONTRIBUTI

L’associato che, per qualunque motivo, cessa di appartenere all’associazione, non ha diritto al rimborso dei contributi a qualsiasi titolo versati.

TITOLO III
 PATRIMONIO

ARTICOLO 12 – PATRIMONIO

Il patrimonio dell’associazione è costituito:

– dai beni mobili ed immobili di proprietà dell’associazione, o acquisiti negli anni;

– dalle erogazioni, donazioni e lasciti di associati o di terzi;
– dalle elargizioni e dai sussidi di pubbliche amministrazioni, enti locali, istituti di credito e da enti in genere;

– dalle quote di iscrizione e dalle quote annuali di associazione;
– dagli eventuali fondi di riserva, costituiti con le eccedenze di bilancio;
– da ogni altra entrata che concorra ad incrementare l’attivo dell’associazione.

ARTICOLO 13 – ESERCIZIO FINANZIARIO

L’esercizio finanziario si chiude il 31 dicembre di ogni anno.
Il Consiglio di Amministrazione redige annualmente il bilancio d’esercizio unitamente ad una relazione accompagnatoria da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale. Il primo bilancio avverrà il 31.12.2013.

Dal bilancio devono, in ogni caso, risultare i beni, i contributi o i lasciti ricevuti, nonchè tutte le spese anche raggruppate per voci omogenee.

ARTICOLO 14 – UTILI

E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonchè fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione siano imposte dalla legge o siano effettuate a favore di altre Associazioni che, per legge, statuto o regolamento, facciano parte della medesima ed unitaria struttura.

Gli utili e gli avanzi di gestione dovranno essere impiegati per la realizzazione di attività istituzionali dell’ente e di quelle ad esse direttamente connesse.

 

TITOLO IV
ASSEMBLEA

ARTICOLO 15 – CONVOCAZIONE

L’assemblea è convocata dal Consiglio Direttivo almeno una volta all’anno, entro il trenta aprile, per l’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo e per l’eventuale rinnovo delle cariche.

L’assemblea deve essere inoltre convocata, ogni qualvolta il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario o quando ne sia fatta domanda scritta da almeno un venti percento degli associati.

La convocazione è fatta a mezzo di manifesti da affiggere, almeno otto giorni prima della riunione, nei locali ove ha sede l’associazione, nei portali o blog attraverso il web e dati ai media come comunicati stampa.
In essi devono essere indicati il luogo, il giorno, l’ora dell’adunanza, l’elenco delle materie da trattare e la data dell’eventuale seconda convocazione.

L’assemblea può essere convocata, anche fuori dalla sede dell’associazione, ma comunque in Italia o dove ha la sede operativa l’associazione stessa.

L’assemblea è costituita da tutti i soci di età superiore ai 16 (sedici) anni ai quali spetta il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello Statuto, dei Regolamenti e per la nomina degli Organi Direttivi dell’Associazione.

ARTICOLO 16 – COMPETENZA DELL’ASSEMBLEA

L’assemblea delibera:

– sugli indirizzi e sulle direttive generali dell’associazione;
– sul bilancio consuntivo e preventivo;

– sulla nomina dei componenti del Consiglio direttivo, del Collegio dei Revisori dei Conti e qualora sia necessario dei Probiviri;

– sulla nomina del Presidente del Consiglio Direttivo, ed eventualmente, su designazione del Consiglio, del Presidente o Presidenti Onorari;

– La nomina del Vicepresidente (o vicepresidenti) o dei delegati territoriali spetterà al Consiglio direttivo o in mancanza al Presidente con il voto di almeno due consiglieri.

– sull’entità della tassa di iscrizione e della quota annuale di associazione;
– sulle modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto;

– sullo scioglimento dell’associazione e sulla nomina dei liquidatori;

– su tutto quanto altro ad essa demandato dallo statuto;

– su ogni altro argomento sottoposto alla sua approvazione dal Consiglio direttivo.

ARTICOLO 17 – INTERVENTO E RAPPRESENTANZA IN ASSEMBLEA

Hanno diritto di intervenire in assemblea tutti gli associati in regola col pagamento della quota annuale di associazione.

Ogni associato può farsi rappresentare, per delega scritta da altro associato, è vietato il cumulo delle deleghe in numero superiore a cinque.
Spetta al presidente dell’assemblea constatare il diritto di intervento all’assemblea stessa, anche per delega.

Le decisioni e le maggioranze o quozienti saranno determinate dalle somme dei diritti di voto.

Ogni associato avrà diritto ad un voto.

ARTICOLO 18 – PRESIDENZA DELL’ASSEMBLEA

L’assemblea è presieduta dal Presidente dell’associazione o, in caso di sua assenza o impedimento dal Vice Presidente o consigliere più anziano ed, in assenza anche di quest’ultimo, da persona designata dall’assemblea stessa.

Il Presidente dell’assemblea nomina un segretario e, se lo ritiene opportuno, due scrutatori.

Le deliberazioni dell’assemblea devono risultare da verbale firmato dal Presidente, dal Segretario e, se nominati, dagli scrutatori.

ARTICOLO 19 – DELIBERAZIONI

L’assemblea è validamente costituita in prima convocazione, con la presenza di almeno la metà dei diritto di voto presenti in proprio o per delega, ed in seconda convocazione qualunque sia il numero degli associati e/o diritti di voto intervenuti.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei diritti di voto dei presenti.

E’ richiesta la presenza di almeno il 20% degli associati ed il voto favorevole della maggioranza dei diritti di voto presenti per modificare l’atto costitutivo e lo statuto.

Occorre il voto favorevole di almeno il 50% dei diritti di voto degli associati per deliberare lo scioglimento dell’associazione del patrimonio.

 

TITOLO V
AMMINISTRAZIONE E RAPPRESENTANZA

ARTICOLO 20 – CONSIGLIO DIRETTIVO

L’associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo composto da tre a sette membri nominati dall’assemblea.

I membri del Consiglio Direttivo durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
Nel caso in cui vengano a mancare uno o più consiglieri, prima della scadenza del mandato, il Consiglio Direttivo provvederà alla loro sostituzione per cooptazione. I Consiglieri, così eletti, rimangono in carica fino alla successiva assemblea.

ARTICOLO 21 – PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio Direttivo qualora non vi abbia provveduto l’assemblea, nomina tra i suoi membri il Presidente e può pure nominare, sempre che non vi abbia provveduto l’assemblea, i Vice Presidenti che possono sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento. Il Presidente può altresì nominare referenti territoriale in quantità adeguata a rappresentare il territorio degli associati. Il primo presidente verrà nominato dai fondatori dell’associazione e rimarrà in carica con tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione fino alla prima assemblea che dovrà eleggere tutti gli organi sociali.

ARTICOLO 22 – PRESIDENTE ONORARIO

L’assemblea degli associati, può nominare, su designazione del Consiglio Direttivo, uno o più Presidenti onorari che rimarranno, salvo loro disdetta, presidenti a vita.

Ai Presidenti onorari possono essere affidati, dal Presidente o dal Consiglio Direttivo speciali incarichi di rappresentanza; idem dicasi per i referenti territoriali.

Il Presidente onorario partecipa all’assemblea degli associati, e sarà portatore dei diritti di voto come tutti gli associati, può partecipare altresì alle riunioni del Consiglio Direttivo ma senza diritto di voto.
ARTICOLO 23 – RIUNIONI E DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio Direttivo si riunisce tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario o quando ne sia fatta richiesta da almeno due dei suoi membri e comunque almeno una volta all’anno per deliberare sul bilancio preventivo o consuntivo e per l’eventuale rinnovo delle cariche.

Per la validità delle deliberazioni è necessaria la presenza effettiva della maggioranza dei membri del Consiglio ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede; il Consigliere che non partecipa senza giustificato motivo per oltre 3 volte alla Convocazioni e deliberazioni del Consiglio, su decisione del Presidente può essere dismesso e sostituito con delibera del Consiglio direttivo assunta a maggioranza dei suoi componenti. In caso di parità di voti risulterà nominato il candidato votato dal Presidente.

Il Consiglio è presieduto dal Presidente, in caso di sua assenza o impedimento dal Vice Presidente, in assenza di entrambi dal più anziano di età dei presenti.

Delle riunioni del Consiglio verrà redatto, su apposito libro, il relativo verbali, sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

ARTICOLO 24 – POTERI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, senza limitazioni. Esso procede pure alla nomina di collaboratori, dipendenti e impiegati, determinandone la retribuzione e compila l’eventuale regolamento per il funzionamento dell’Associazione, la cui osservanza è obbligatoria per tutti gli associati.

ARTICOLO 25 – COMPITI DEL PRESIDENTE

La firma e la rappresentanza dell’associazione di fronte ai terzi ed in giudizio spettano al Presidente del Consiglio Direttivo e, in caso di assenza o impedimento di questi, ai Vice Presidenti che ne hanno ricevuto incarico o dal Presidente o dal Consiglio Direttivo.

Il Presidente può delegare ad uno o più consiglieri parte dei suoi compiti e può nominare procuratori per il compimento di singoli atti o categorie di atti senza alcuna limitazione.

Il Presidente sovraintende all’attuazione delle deliberazioni dell’assemblea e del Consiglio Direttivo.

 

TITOLO VI
COLLEGIO DEI REVISORI

ARTICOLO 26 – COMPOSIZIONE

La gestione dell’Associazione è controllata da un Collegio dei Revisori, costituito da tre membri, eletti annualmente dall’Assemblea degli associati.

I Revisori accertano la regolare tenuta della contabilità sociale, redigono una relazione ai bilanci annuali, possono accertare la consistenza di cassa e l’esistenza dei valori e di titoli di proprietà sociale e possono procedere, in qualsiasi momento, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo.

 

TITOLO VII
SCIOGLIMENTO

ARTICOLO 27 – SCIOGLIMENTO

Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato dall’assemblea, la quale provvederà alla nomina di uno o più liquidatori.

Il patrimonio dell’ente, in caso di suo scioglimento, per qualunque causa, deve essere devoluto ad altra associazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità (sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della legge 662/1996) e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

 

TITOLO VIII
CONTROVERSIE

ARTICOLO 28 – PROBIVIRI

Qualsiasi controversia, inerente o conseguente al presente atto ed ai rapporti che ne derivano, sarà deferita al giudizio di tre Probiviri da nominarsi dall’assemblea; essi giudicheranno inappellabilmente, secondo equità e senza formalità di procedura.

 

TITOLO IX
DISPOSIZIONI GENERALI

ARTICOLO 29 – REGOLAMENTO INTERNO

Il funzionamento tecnico ed amministrativo dell’associazione può essere disciplinato da un regolamento interno, redatto dal Consiglio Direttivo che potrà essere anche approvato dall’assemblea, su scelta del Presidente.

ARTICOLO 30 – GRATUITA’ DELLE CARICHE

Tutte le cariche sociali sono gratuite. Potranno essere previsti dal Consiglio Direttivo solo dei gettoni di presenza che dovranno compensare le sole spese di viaggio, vitto ed eventuale alloggio a favore degli associati che rivestono cariche o funzioni all’interno dell’associazione.

 

Nota sui fondatori di ConfAPRI:

Massimo Colomban, fondatore e portavoce ConfAPRI

Massimo Colomban è uno dei fondatori e portavoce dell’associazione, noto per le sue doti imprenditoriali, morali e etiche, nonché per la sua visione partecipativa, sociale e democratica fra lavoratori, imprese e territorio.

Massimo Colomban ha fondato nel 1973, a 23 anni, il gruppo Permasteelisa, partendo da sei persone e portandolo a divenire, in meno di 20 anni, il primo gruppo al mondo negli involucri delle architetture monumentali. Nel 2002 il gruppo annoverava 1 miliardo di euro di fatturato/annuo, utili in costante ascesa, 5.000 dipendenti, 40 società in 25 stati di 4 continenti; mai un licenziamento o un giorno di sciopero. Dopo averlo quotato sia a Singapore che a Milano, lascia il comando del gruppo a 83 manager, dopo aver donato loro in stock option e azioni il 40% del gruppo. Ritornato in Italia con i propri capitali prodotti al 98% all’estero come imprenditore emigrante, Colomban acquista e restaura CastelBrando. Sviluppa una serie di iniziative immobiliari di pregio e sostiene i giovani imprenditori nella creazione di start up. Oggi è azionista e nel consiglio di amministrazione di diverse società innovative italiane.

Massimo Colomban è Console Onorario in Veneto dell’Australia; è nel comitato mondiale dell’USAF in Scott-IL, è stato Comandante Onorario in Aviano USAF, nel Board dell’Harvard University e docente al Politecnico Leonardo in Milano. Ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti sia in Italia che all’estero: Premio Leonardo, Imprenditore dell’anno, Rotary Paul Harris Int., Europe 500 ed Europe 25 (riconoscimento fra le 25 società europee per innovazione e sviluppo) tenuto lezioni sia al MIT che ad Harvard che in molte altre università sia italiane che internazionali

Arturo Artom, fondatore e portavoce ConfAPRI

Nato a Torino, ingegnere, 46 anni, Arturo Artom è considerato il “papà” della liberalizzazione delle telecomunicazioni in Italia. Nel 1993 ha infatti fondato e guidato Telsystem, la prima azienda in Italia a fornire un servizio di telefonia in concorrenza alla SIP vincendo la battaglia per l’apertura del mercato una storica sentenza della neo-costituita Autorità Antitrust nel 1994.

Negli anni successivi Arturo Artom ha ampliato la sua esperienza di imprenditore e manager delle telecomunicazioni prima come Vice-President di Omnitel e in seguito come Amministratore Delegato di Viasat e di Netsystem. A fine 2004 crea Artom Innovazione, fondo costituito per stimolare gli investimenti in iniziative imprenditoriali che coniughino Made in Italy e tecnologia. Nel 2010 viene nominato Senior Advisor di Accenture e membro del comitato di Presidenza di Assolombarda. Nel 2011 fonda il Forum della Meritocrazia e nel 2012 il movimento “Rinascimento Italiano”.

In seguito verranno pubblicati tutti i dati sulla miriade di altri co-fondatori e referenti territoriali che si stanno aggregando ogni mese.

2 reazioni a Statuto dell’associazione Confapri

  1. CLEMENTE FRANCESCO ha scritto:

    SONO VENUTO A CONOSCENZA DELLA VOSTRA ASSOCIAZIONE , SONO UN DIPEDENTE C/O LA DITTA SNAM RETE GAS -S.P.A. ETA 62 ANNI , GRADIREI RITORNARE ALLA TERRA ED AL SUO VALORE, MIA MADRE MI HA L’ASCIATO UN FAZZOLETTO DI TERRA ED UN TRULLO DECADUTO ,PIU ‘ UN PALMETO DECADUTO, QUESTO IN PUGLIA. AVETE IDEA DEGLI USI CIVICI TERRITORIO?SPERO NELLE VOSTRE IDEE ….IL LAVORO ITALIANO ……

  2. Guido Masini ha scritto:

    Il termine” meritocrazia” per me è superato, oggi
    preferirei parlare di ” Meritorietà”.

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