Think Tank Group – TTG – Gruppo di esperti in strategie e visioni per l’impresa e il lavoro

FORUM TTG:  PROPOSTE DI LEGGE IN ELABORAZIONE >>>  (accesso tramite codice personale solamente ai componenti del TTG)

 

I Pilastri del Buon Governo, così come le proposte di legge e i contenuti in progress su questo blog, sono il lavoro collegiale di tanti imprenditori, manager, lavoratori e giovani. I commenti di tutti i lettori sono lasciati in evidenza e vengono tenuti in debito conto e, se pertinenti, inseriti.

Il Think Tank Group è composto da insigni esperti, imprenditori e lavoratori, tutte personalità con grandi esperienze e etica, unitamente a giovani talenti promettenti. Il Think Tank Group – TTG ha il compito, periodicamente, di esaminare tutte le proposte redigendo, sia per i Pilastri del Buon Governo sia per le proposte di legge, le versioni aggiornate e adottabili dal Governo. Sarà un lavoro costantemente in progress, con aggiornamento dei contenuti e degli obiettivi in relazione all’evolversi della situazione italiana.

Al TTG partecipano esperti provenienti da diverse visioni politiche, associazioni, gruppi, movimenti e partiti. Operano all’interno del TTG  portando le proprie idee ed esperienze, in maniera super partes con il solo scopo di valorizzare, ridando ruolo e funzione, l’impresa, il lavoro, i giovani e i talenti.

Questi i fondatori e primi partecipanti al Think Tank Group:

Massimo Colomban (Treviso), fondatore del gruppo Permasteelisa, del gruppo Quaternario Investimenti e di diverse altre aziende e start up

Arturo Artom (Milano), ingegnere, è il fondatore di Artom Innovazione e di altre società IT, senior advisor Accenture, è stato nel comitato di presidenza di Assolombarda. Tra i promotori del Forum della Meritocrazia

Andrea Luigi Alfonsi (Verona), imprenditore edile

Elio Aliperti (Roma), mediatore

Roberto Antognarelli (Parma), consulente

Maria Laura Barbolini (Bologna), commercialista

Bruno Barel (Treviso), avvocato, professore di diritto europeo e internazionale presso la Facoltà di Giurisprudenza di Padova, oltre che membro del cda di varie aziende (Geox, Irca, Sipa)

Dodi Battaglia (Bologna), imprenditore artistico

Giammario Battaglia, Segretario organizzativo Forum Nazionale dei Mediatori

Eleonora Bechis (Torino), parlamentare del M5S

Carlo Belvedere (Roma), segretario generale Ascomac

Maurizio Belvedere (Treviso), Ascomac

William Beozzo (Vicenza), vicepresidente APIndustria Vicenza

Amedeo Berdozzo (Venezia), colonnello dei carabinieri in aus., già presidente del COIR, COnsigli Intermedi di Rappresentanza

Brunella Berti (Treviso), consulente del lavoro

Mario Bertolissi (Padova), costituzionalista italiano, avvocato e professore ordinario di diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza di Padova

Antonio Bertolotto (Cuneo), associazione SoSeSi Sorriso, Serenità, Sicurezza

Roberto Bianco (Bari), imprenditore

David Borrelli (Treviso), imprenditore informatico

Massimo Borsetto, ingegnere, già dirigente gruppo Enel

Dario Bovo (Venezia), direttore Consorzio Venezia Ricerche

Marco Brocca (Milano), commercialista

Lorenzo Bucciol (Treviso), imprenditore

Filippo Busin (Vicenza), imprenditore e deputato

Luigi Capello (Roma), imprenditore e professore alla Luiss di Roma

Pier Paolo Caruso (Bologna), commercialista e consigliere delegato di Datalogic spa

Isabella Principessa Collalto (Treviso), imprenditrice

Luciano Consolati (Brescia), imprenditore e professore universitario

Fabrizio Cotza (Bologna), imprenditore

Vito Crimi (Brescia), senatore della Repubblica

Giovanni Cutini (Bologna), imprenditore

Giorgio e Lorenzo Da Re (Treviso), imprenditori, esperti in tributi locali

Roberto De Martin (Milano), FederlegnoArredo

Andrea De Vido (Treviso), imprenditore

Riccardo Donadon (Treviso), imprenditore H-Farm

Francesca Fantetti, avvocato (Roma)

Stefano e Carla Ferretti (Bologna), notaio

Loredana Fossaceca (Roma), presidente dell’associazione onlus Libera Cittadinanza 

Ruggero Frezza (Padova), imprenditore M31

Graziano Frigeri (Parma), medico, CEO Euronorma e presidente Assoprev

Diego Fusaro (Milano), ricercatore universitario

Gianfranco Galasso (Milano), presidente Movimento Giusta Pensione

Giuseppe Gallingani (Roma), vicepresidente Confassimpresa

Enrico Gava (Bologna), dirigente di Unicredit

Irene Gionfriddo, portavoce Forum Nazionale dei Mediatori

Paolo Gottarelli (Bologna), fondatore del Movimento Italiano Lavoratori Uniti

Antonio Granatino (Napoli), ingegnere gestionale

Mario Guadalupi (Venezia), amministratore delegato Metakom

Giovanni Guerrieri (Como), imprenditore e promotore associazione “Adesso basta”

Antonella Lattuada (Milano), imprenditrice e referente dell’associazione Imprese che Resistono

Vincenzo Lazzaro (Treviso), presidente di UnionLiberi

Felice Lucia (Napoli), esperto di politiche energetiche

Stefano Maccaferri (Bologna), socio fondatore Formindustria

Antonio Maletta (Milano), dottore commercialista

Massimo Malvestio (Treviso), avvocato, editorialista e saggista

Carlo Giovanni Mantellini (Bologna), imprenditore e presidente del Circolo della Caccia di Bologna

Stefano Manzini (Bologna), avvocato

Susanna Menegazzo (Padova), specialista aziendale in ambito organizzazione

Marco Nardin (Venezia), imprenditore, co-titolare di Grafiche Nardin

Lorenzo Orta (Bologna), imprenditore, membro dell’Associazione Nazionale Ospedalità privata

Luca Peotta (Cuneo), imprenditore e fondatore del Movimento Imprese Che Resistono

Nicola Piepoli (Milano), presidente dell’Istituto Piepoli

Mario Pozza (Treviso), imprenditore

Antonio Prando (Vicenza), Apindustria Vicenza

Elio Radice (Milano), imprenditore titolare della Tech.Value Spa

Edoardo Ruscio (Roma), aziendalista e fondatore rivista SEM

Daniele Salati Chiodini (Bologna), imprenditore vice-presidente Unindustria Bologna

Antonio Sanchez Fraga (Roma), imprenditore Real Estate espert

Giuseppe Stellin (Padova), professore all’università di Padova

Marco Stevanin (Venezia), imprenditore

Giancarlo Tomasin (Venezia), commercialista

Federico Tonelli (Bologna), notaio e angel investor

Roberto Tunioli e Paola China (Bologna), imprenditori, CEO di Fervi, società che opera nel settore della commercializzazione di ingranaggi

Francesco Vanin (Pordenone), editor della web-TV PNbox

Sandro Venzo (Vicenza), imprenditore

Maurizio Zamparini (Udine), imprenditore e fondatore del Movimento per la gente

– Michele Perini (Milano), imprenditore e fondatore di Sagsa SpA

Per far parte del TTG inviare la richiesta, con indicate professionalità ed esperienze maturate, a [email protected]  (gli attuali componenti del TTG esamineranno in collegialità le richieste e, se ritenute valevoli, verrà allargato il gruppo)

Vedi Tavola Rotonda del Think Tank Group

 

Argomenti attualmente all’attenzione del TTG: vedi Carta di CastelBrando

 

31 reazioni a Think Tank Group – TTG – Gruppo di esperti in strategie e visioni per l’impresa e il lavoro

  1. svedfalo ha scritto:

    Most megint ne keress értelmet légyszi ebbe az értelmetlenségbe. Az impulzus bármi lehetne, múlt pénteken az adatokat a munkaero-piaci vegyes volt a külföldi. Nem kedvez az amerikai dollár, a nyilatkozatot az elnök vagy pénteken, mivel a befektetok arra a következtetésre jutott, hogy talán az utolsó dolog, amit szeretnénk kidobni a piac többi részéhez képest, továbbra is el akarja kerülni a hirtelen megnövekedett volatilitás. Ennek érdekében a jegybank nagyobb valószínuséggel maradnak alkalmazkodó, a kommunikációs pontosabban kellene. Az elso felében a hét témája elsosorban a szavakat elnökök, a legfontosabb adatok a televizio egy tengerentúlon pénteken délután. A kiskereskedelmi eladások októberben még életben volt lehetséges a szeptemberi csökkenés. Ugyanez nem mozog gyorsulására az elmúlt hónapokban, de az üzemanyagárak és az élelmiszerárak találkozni, nevezetesen, a jövõben további erosítése a dollár, és várják a pozitív eredményeket. Az amerikai fogyasztói optimizmus egy régi felmérés októberben elérte a magas, hét év elvárásai szerint eufória nem november végén javíthatja a hangulatot tovább.

    Az elso felében a héten egy viszonylag kis piaci mozgás a gazdasági statisztikák az euróövezetben, de tudjuk adatdömpingre pénteken. Kiderül, hogy a növekedési ütem a német és a francia gazdaság a harmadik negyedévben, és a következo a harmadik negyedévben, az elozetes adatok az euro-övezetben. A befektetok elsosorban a figyelmet ideiglenes német után májusban a német gazdaság váratlanul esett a második negyedévben, így a szakítószilárdsága az euróövezet gazdasága szinte teljesen eltunt. A tét nagy, mintha azt mutatják egyszer recesszió a német statisztikai hivatal, mint az elozo negyedévben, a statisztikai és technikai értelemben a német recesszió volt, lehet on-line, azonban okozott volna túl nagy az elmúlt hónapokban borús gazdasági adatok meglepo, de nagyon csalódott, miután a piac arra számít, szerény negyedéves gazdasági növekedés Németországban. A francia gazdaság és az euró-zónában is várhatóan noni 0,1% -kal a legtöbb elemzoi. Mi nem ennyire optimista, és egy kicsit a jövõben további gyengülése az euró ellen, a kékello égbolt a hét nagy megye részében.

  2. Giacomo Vestuto ha scritto:

    Come trovare voi in CardsApp

  3. placidodomenico di falco ha scritto:

    Oggi per la prima volta mi collego al vostro sito,grazie alle indicazioni del blog di Beppe Grillo.Mi auguro di poter dare il mio piccolo contributo ai programmi.Un bravo ad Arturo Arton che ieri per puro caso ho seguito a Rai tre a Linea Notte.

  4. GIANNINO PALOMIERI ha scritto:

    Aprite anche ai GIOVANI ! ed ai LAVORATORI !!! non mi sembra che ce ne siano molti nel Vostro gruppo di pensatori (anche i giovani e gli operai possono dire la loro e pensare)

  5. Gino R. ha scritto:

    Condivido quanto ha scritto Carlo. è il momento di farvi conoscere a tutti. Imprenditori e lavoratori hanno bisogno di una nuova classe dirigente che non pensi solo ad arricchire le proprie tasche

  6. Carlo A. ha scritto:

    Se organizzate degli incontri pubblici parteciperò ben volentieri al dibattito. Soprattutto, come già detto da Giorgio anche io vorrei sapere di più il vostro pensiero in merito ad un’eventuale uscita dall’euro. Questo sentimento cresce ogni giorno di più e sto iniziando a pensare che sia veramente una soluzione

  7. Giorgio p. ha scritto:

    Quando iniziate a fare eventi pubblici tipo conferenze e convegni? Dovete divulgare il vostro pensiero con incontri pubblici, tavole rotonde dove la gente possa partecipare attivamente e poter esprimere le proprie perplessità. Solo voi conoscete i reali problemi perchè siete calati nelle realtà locali e sapete darci risposte che i politici non danno perchè vivono nei loro bellissimi palazzi dorati…

  8. Giorgio S. ha scritto:

    Vorrei invitare il think tank a ragionare seriamente sui pro e contro di una eventuale uscita dall’euro. Se è vero che la nostra moneta sovrana subirebbe una forte inflazione è anche vero che si incrementerebbe immediatamente la vendita all’estero dei nostri prodotti. Siamo così sicuri che uscire dall’euro è assolutamente un male? Oppure ci vogliono far credere così per rimanere in pasto alle banche europee e sotto il giogo dei paesi forti quali Germania e Francia?

  9. Tommaso G. ha scritto:

    La credibilità è una cosa che si conquista lentamente e che una volta ottenuta si deve mantenere. La politica italiana non è più credibile da anni… ma allora perchè vengono votati sempre gli stessi? In America, se fai uno sbaglio anche una volta sola perdi la fiducia per sempre.

  10. Simona D.L. ha scritto:

    Ottimo esempio di una squadra che lavora molto bene. Il lavoro di gruppo è sicuramente più fruttuoso che combattere un sistema da soli. Apprezzo, in particolare, la proposta che fate per quanto riguarda la pubblica istruzione e il collegamento con le imprese.

  11. Donatella T. ha scritto:

    Se solo ci fosse più unione tra le piccole associazioni… ma l’italia è piena di campanili in assolo. Scusate le metafore musicali ma solo un coro fuori dai cori istituzionali può veramente fare la differenza

  12. Marina fiorenzi ha scritto:

    Ammiro il trionfo della speranza che c’è in voi. Purtroppo abbandonarsi allo scetticismo è fin troppo semplice rimanendo ad aspettare che qualcuno, prima o poi, agisca al posto nostro. Io sono sempre pronta a scendere in piazza… spero che altri la pensino come me

  13. Livio F. ha scritto:

    Ho visto una parte delle vostre proposte e mi sembrano molto buone

  14. Martino Franchi ha scritto:

    Anche io scorrendo tra i nomi noto che ci sono pochissimi giovani talenti. Che siano già tutti scappati all’estero?

  15. roberto antognarelli ha scritto:

    Nuove risorse per le innovazioni di prodotto.
    Una delle carti vincenti della economia tedesca è stata quella degli investimenti in qualità. A differenza dell’Italia dove si è investito più sull’innovazione di processo.
    Oggi nel mercato globale, penalizzati da una moneta forte le imprese italiane stentano a trovare sbocchi. Fanno eccezione quelle aziende che hanno prodotti di alta qualità. Investire in qualità è sempre stato giusto, ma oggi è una necessità assoluta.
    Occorre mettere a disposizione delle aziende nuove risorse peer le innovazioni di prodotto (magari riducendo la spesa pubblica). Finanziare la ricerca primaria e quella applicata.
    Circa la prima attenzione a non finanziare a “scatola chiusa” il baronismo nepotista universitario.

  16. Francesco Carlo BIANCA ha scritto:

    La Giustizia ed i suoi problemi

    Nella fase costituente del 1948, la magistratura venne chiamata a ricoprire un ruolo centrale nell’assetto dello Stato democratico, repubblicano, quale garante imparziale
    del rispetto delle leggi su cui fondare i diritti ed i doveri dei cittadini; funzionale a tale attività era la necessità di collocarla in una posizione di assoluta autonomia ed indipendenza nei confronti del Potere esecutivo ed i singoli giudici in una posizione di soggezione soltanto alle leggi.
    Posizione, invece, che nella vigenza dello Statuto Albertino (1848) era di completa subordinazione al Potere esecutivo: “La giustizia emana dal re ed è amministrata in suo nome dai giudici che egli istituisce” (art. 98) ed esemplificata nell’Ordinamento giudiziario del 1865, le cui norme solo sul piano formale ne riconoscevano l’indipendenza mentre, in concreto, ne assicuravano il pieno controllo governativo mediante una particolare disciplina del loro stato giuridico: dall’ingresso in carriera all’assegnazione delle sedi, alle promozioni, ai trasferimenti, alle nomine dei capi negli Uffici giudiziari, fino ai provvedimenti disciplinari.
    Al Pubblico ministero era riservata una posizione ancora più subordinata al Potere esecutivo, tanto da essere definito, senza giri di parole: “rappresentante del Potere politico presso l’Autorità Giudiziaria, direttamente dipendente dal Ministro di Grazia e Giustizia”; posizione questa, come si può constatare, distante anni luce dall’attuale posizione, dato che egli gode delle medesime prerogative riservate ai magistrati giudicanti.
    Quindi, per effetto delle vigenti norme costituzionali, la magistratura oggi si trova ad esercitare la propria funzione (infatti, è impropria, perché errata, qualificarla potere) usufruendo di una amplissima discrezionalità non controbilanciata da alcun principio di responsabilità.
    Questa singolare posizione ha permesso a qualche magistrato di poter realizzare le proprie ambizioni finalizzate ad ottenere (in buona o in mala fede) l’attenzione dei mezzi di comunicazione di massa, fino al punto da pregiudicare la fiducia dei cittadini sulla terzietà del giudice.
    Da quanto ora detto, è facile rilevare come, essendo l’amministrazione della giustizia una delle più delicate funzioni in uno Stato democratico, a fortiori esige che la indipendenza venga coniugata con la responsabilità, onde evitare sconfinamenti al limite dell’arbitrio.
    Tenendo sempre presente che, mentre l’attività politica è giudicabile e sanzionabile mediate i procedimenti elettivi, popolari, l’attività giudiziaria sfuggendo a tale controllo arreca un vulnus al principio democratico.
    Per tali motivi, si presenta ormai inderogabile una riorganizzazione della Giustizia, la cui realizzazione fa parte delle aspettative della Comunità Nazionale, la quale, è bene ricordare, è l’unica fonte e l’unica depositaria della Sovranità.
    Per un esame più completo, anche se non esaustivo dell’argomento, si rimanda al Titolo Settimo di un progetto di riforma costituzionale che è possibile scaricare, a titolo del tutto gratuito, dal sito http://www.nuovacostituzione.it” 2005-2013.
    Francesco Carlo BIANCA

  17. Francesco Carlo BIANCA ha scritto:

    La Comunità Nazionale deve riappropriarsi della Sovranità surrettiziamente monopolizzata dai politicanti mediante l’occupazione di tutti gli Organi dello Stato, spolpandone ogni risorsa economica e finanziaria. Ciò è stato e sarà sempre possibile a causa della pretesa, connaturata al sistema partitico, di rappresentare in modo monopolistico la volontà popolare; mentre, invece, una vera democrazia, per potersi definire “compiuta” deve contemplare la presenza, in tutti gli Organi politici ed amministrativi, di qualificati cittadini, estranei alla politica militante, scelti dalla Società Civile sulla base delle loro qualità morali e le capacità professionali.
    Con tale presupposti è stata elaborata una Ipotesi di Nuova Costituzione di cui si elencano, in forzata sintesi, solo alcuni dei suoi principi informatori, rimandando al testo integrale, “www.nuovacostituzione.it”, da scaricare, a titolo del tutto gratuito, da Google: 1) drastica riduzione dei componenti le Assemblee elettive, politiche e amministrative; 2) realizzazione di una, “compiuta” democrazia con l’adozione di una procedimento selettivo che introduca, in tutti i gangli dell’attività politica e amministrativa, cittadini estranei alla politica militante, qualificati sul piano morale e professionale, idonei ad esercitare un controllo sulla legalità e correttezza nella attività di amministrazione della Cosa Pubblica, fin dal momento della formazione dei provvedimenti; 3) equiparazione alle norme comuni in materia di trattamento economico e previdenziale dei membri dei Consessi politici ed amministrativi; 4) costituzione di un Parlamento unicamerale composto da trecento membri: duecento, eletti con il procedimento elettivo, per non più di due legislature, e cento, per una sola legislatura, scelti tra gli iscritti agli Ordini professionali sulla base delle loro qualità morali e capacità professionali; 5) soppressione di ogni forma di sovvenzione alle organizzazioni politiche, le quali vanno sostenute dai simpatizzanti mediante destinazione di una percentuale dei tributi accertati e riscossi in sede di dichiarazione annuale dei redditi; 6) fissazione di una aliquota massima dell’imposizione diretta, nella misura del trenta per cento dell’imponibile, netto, tassabile e stabilire che l’imposizione indiretta sui consumi e sui trasferimenti debba salvaguardare i beni vitali dell’esistenza; con la eliminazione delle sovrimposte ed addizionali su qualsiasi tipo di tributo; 7) conferimento al Primo ministro, Presidente del Consiglio, dei poteri di nomina e revoca dei propri ministri in numero non inferiore a dieci e non superiore a quindici; 8) scelta del Presidente della Repubblica tra le Personalità, estranee alla politica militante, che abbiano dato lustro alla Patria nel campo umanistico e scientifico; 9) unificazione delle giurisdizioni: ordinaria, amministrativa, contabile e tributaria, con la introduzione nei suoi vari gradi di avvocati e commercialisti; 9) unione o fusione dei Comuni con popolazione residente inferiore a ventimila abitanti e soppressione delle Province e delle Regioni, da sostituire con aree Metropolitane, quali Enti di raccordo e coordinazione delle attività intercomunali di ciascuna Area, costituita da un numero di Comuni non inferiore a venti e con un numero di abitanti non inferiore ad un milione; 10) attuazione del federalismo fiscale, con l’attribuzione diretta alle Aree Metropolitane di quote di tributi erariali, accertati e riscossi nei rispettivi territori; 11) elezione dei giudici costituzionali mediante una Conferenza Nazionale delle Università statali e libere e degli Ordini Professionali……… ed altro ancora, per un riassetto costituzionale ed amministrativo che corrisponda realmente ai bisogni della Comunità Nazionale .
    Francesco Carlo BIANCA

  18. francesco carlo ha scritto:

    ILLICEITA’ dell’attività autorefenziale dei Consessi elettivi.

    Nell’esercizio della Sovranità, delegata dagli elettori ai membri dei Consessi elettivi, politici ed amministrativi, manca l’apporto di cittadini qualificati sul piano morale e culturale ed estranei alla politica militante.
    Tale situazione impedisce il controllo della conformità degli atti alla volontà popolare proprio nel momento del loro iter formativo e, in modo particolare, su quelli che hanno un contenuto autoreferenzale.
    In conseguenza, gli atti in esame, sia legislativi che amministrativi, risultano rivestiti di una legalità solo apparente in quanto, pur emanati secondo quanto previsto dalle norme procedimentali, risultano tuttavia illeciti nella loro finalità perché in contrasto con gli interessi della Comunità Nazionale; come, ad esempio, nel caso delle sovvenzioni ai Partiti ancora in vigore pur in presenza di una conclamata volontà contraria espressa a mezzo di referendum abrogativo.
    In conclusione, se tale trasgressione, per i motivi sopra accennati, concretizza un illecito che esige l’immediata dichiarazione di nullità o, quanto meno, di annullabilità di tali atti per il danno arrecato (damnun iniuria datum) in conseguenza fa nascere l’obbligo a carico dei rispettivi beneficiari alla restituzione delle somme illecitamente intascate.
    Francesco Carlo BIANCA

  19. francescocarlobianca ha scritto:

    Il disegno di legge che viene proposto dai Senatori Anna Finocchiaro e Luigi Zanda, finalizzato ad estromettere il M5S dall’agone politico, è destinato a trasformarsi in un boomerang pronto a colpire tutte le aggregazioni politiche, comunque denominati: partiti o movimenti.
    Infatti, tali organizzazioni mancano, come il M5S, di personalità giuridica e sono state già definite dalla Suprema Corte (sent. n. 486 del 24.03.1956) “associazioni non riconosciute”, assimilabili ad una qualsiasi squadra calcistica di borgata.
    E, tuttavia, pur occupando nell’ordinamento giuridico tale posizione, piuttosto ambigua, continuano a godere, direttamente o servendosi dell’espediente della Fondazioni, di ingenti risorse finanziarie “drenate” dal bilancio dello Stato con tutti gli “inconvenienti denunciati di recente da Milena Galbanelli in Reporter.
    Grillo non ha un programma costruttivo, tuttavia il suo Movimento un merito lo ha già acquisito: avere smosso la melma di una palude la cui necessità di bonifica si presenta ormai ineludibile se si vuole mantenere la pace sociale ed evitare la disgregazione dello Stato.
    Francesco Carlo BIANCA
    “ambigua”,

  20. carlo ceniccola ha scritto:

    Vedo che non siete interessati a me che sono un esperto in materia di diritto del Lavoro e Legislazione sociale. Tuttavia vi invito a leggervi la legge N. 183 del 02/05/1976 ( Art. 14 ) e la legge n. 1089 del 25/10/1968 che convertiva in legge il D.L. n. 918 del 30/08/1968. Queste due leggi trattavano di sgravi contributivi per le aziende del Sud, Sud ad alto tasso di disoccupazione. La copertura finanziaria è zero per quanto attiene alla legge 183 mentre, per la legge 1089, una certa copertura ci vuole. Le leggi sono lì, pronte ad essere valutate ed estese a tutto il territorio nazionale con le eventuali modifiche. Sono convinto che rilancerebbero l’economia come, all’epoca, rilanciarono l’economia del Sud. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti e/o approfondimenti.

  21. carlo ceniccola ha scritto:

    Sono un ex ispettore dell’Inps in pensione dal 1/08/2012. Desiderei partecipare alle iniziative che verranno poste in essere per il rilancio dell’occupazione mettendo a disposizione l’esperienza maturata in venti anni della mia attività professionale.

  22. Cesare Fabio Greco ha scritto:

    Salve,
    complimenti per l’iniziativa, alcuni membri li conosco, altri sono noti a tutti per professionalità e dinamismo.
    Mi domando se questo think-tank voglia rappresentare il mondo imprenditoriale (privato), e in quel caso sono certo che possa farlo egregiamente, oppure voglia rappresentare tutti i cittadini stanchi di questo sistema lento e corrotto. In quest’ultimo caso vi inviterei alla prudenza, dato che ci sono milioni di cittadini, che hanno votato con entusiasmo per il M5S, che avrebbero bisogno (e diritto) di essere rappresentati proporzionalmente anche in fase di studio e poi propositiva.
    Ho molta fiducia che non si debba di nuovo cadere in logiche elitarie che sono state la rovina della democrazia italiana.
    Monnet ragionava così negli anni ’50; i risultati nella UE, ormai priva di democrazia reale, sono sotto gli occhi di tutti.

  23. Alfredo Conte ha scritto:

    Complimenti per il livello assolutamente elevato dei componenti il vostro Forum; ma dovreste inserire anche giovani talenti, come Voi li chiamate, che sono rimasti fuori dal ciclo impresa/lavoro; tutti si sono dimenticati di noi purtroppo

    • massimo colomban ha scritto:

      Hai ragione ma anche voi giovani dovete essere più attivi e propositivi; mandate il Vostro CV e previo esame, se avrete le caratteristiche di essere talenti e rappresentativi, sarete inseriti fra i componenti del TTG

  24. Francesco Carlo BIANCA ha scritto:

    Il punto centrale di una “WWW.nuovacostituzione.it” 2005-2013, reperibile gratuitamente su Google, è costituito dalla partecipazione permanente all’amministrazione della Cosa pubblica di cittadini qualificati sul piano morale e professionale, estranei alla politica militante, investiti da un mandato rappresentativo (non elettivo, partitico) conferito dalle Associazioni Professionali allo scopo di completare nella formazione della volontà popolare gli interessi della Comunità Nazionale in modo realizzare il pieno contenuto del concetto di “democrazia”.
    Altre radicali innovazioni sono contenute in questa Ipotesi di Nuova Costituzione di ordine politico-amministrativo, finanziario e fiscale, che segnalo a codesta Associazione dichiarandomi disponibile ad illustrarle in qualsiasi Sede a titolo completamente gratuito.
    Francesco Carlo BIANCA

  25. Isabella Collalto ha scritto:

    Grazie a un’interessantissima conversazione con uno dei fondatori del Think Tank Group, Massimo Colomban, ho avuto l’occasione di conoscere la vostra associazione alla quale desidererei iscrivermi. Gli argomenti di scottante attualità vengono affrontati con grande apertura di spirito, intelligenza e sensibilità. Difficile resistere alla tentazione di seguire le vostre riflessioni da vicino.

  26. Paternoster ha scritto:

    Ma se volete rappresentare anche i lavoratori dovreste includere anche il loro sindacato o meglio alcuni lavoratori, non credete?

    • direzione ConfAPRI ha scritto:

      Stanno aderendo sia giovani talenti, che lavoratori e managers sia dal settore privato che pubblico; nelle prox settimane vedrete i nomi, grazie comunque del commento

  27. GINO ha scritto:

    Buongiorno e complimenti,
    Ho scorso velocemente il sito e mi pare tutto giusto.
    L’ho sentita stamattina a Canale Italia e mi pare che lei abbia detto che si dovrebbe processare i politici degli ultimi vent’ani.
    Sono parzialmente d’accordo e le spiego perchè.
    Negli anni 50 (avevo 10 anni) venne a pranzo da noi una parlamentare sarda: mio padre commerciava in frutta e intendeva costruire un frigorifero laggiù. Veniva a costare 100, ne avrebbe ricevuti 200 di cui 100 da girarsi come immagina. Mio padre non accettò (chissà, era troppo onesto o ebbe paura).
    Quindi va bene fermarsi a 20 anni perchè c’è l’usucapione, ma moralmente non sarebbe giusto.

    Quindi la gente oggi non è nè più nè meno di come è sempre stata, solo che il passare del tempo ha rafforzato mafiette, intrallazzi e combinozzi. Solo un disastro o una rivoluzione consentirasnno di azzerare il meccanismo e ripartire da capo.

    Può farlo lei? o Grillo? o una combinazione di gente come voi?

    Certamente, ma c’è un rischio che si corre sempre: è quello d’entrare nell’ingranaggio (vedi Bossi).

    Quindi la prima cosa da fare, prima ancora dei giustissimi 12 punti, è cambiare le regole fondamentali.

    Le pare ad esempio, che il nostro sistema dei controlli sia adeguatop ai tempi? Coi controllori nominati dai controllandi? Dove per mandare a casa un politico chiaramente ladrone occorre aspettare i tempi della giustizia o le prossime elezioni? Quando dovrebbe essere possibile dimissionare all’istante per via referendaria il politico che avesse perso la fiducia della gente? A casa all’istante a torto o ragione, perchè il politico è tale per fiducia della gente, mica si tratta di un contratto sindacale 🙂

    Cordialmente

  28. Travaglino ha scritto:

    L’IVA allo stato va versata quando incassata; il Made in Italy va usato solo per quei prodotti che sono almeno al 90% prodotti in Italia, da manodopera italiana; tutti i pagamenti devono essere regolati per legge entrò 60 gg (sopratutto dallo stato) Introducete queste norme per favore.

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